Una donna di 37 anni ha trovato una scritta minacciosa sul pianerottolo di casa, a Napoli, dopo mesi di violenze da parte dell’ex marito, un 44enne napoletano arrestato giovedì 24 settembre dai Carabinieri per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. La minaccia, «Tempo scaduto, vi uccido», era rivolta a lei e ai suoi due figli di 13 e 10 anni. L’episodio rappresenta l’ultimo atto di una persecuzione durata mesi, culminata in aggressioni fisiche, minacce e distruzione di proprietà.
Violenze e minacce in casa
Il 28 agosto, rientrata dal lavoro, la donna aveva trovato l’ex marito ubriaco, che l’aveva aggredita verbalmente e fisicamente, con schiaffi al volto e pugni alla testa, costringendola a fuggire. Al ritorno, l’appartamento era completamente devastato: mobili distrutti, il frigorifero rovesciato e persino una statuetta di Padre Pio andata in pezzi. Sconvolta, ha chiamato immediatamente il 112 e i carabinieri, che l’hanno accompagnata in caserma per sporgere una nuova denuncia. Le lesioni, refertate all’ospedale Evangelico Betania, sono state diagnosticate come «contusioni multiple per aggressione da parte di persona nota». La donna, che in passato non aveva mai denunciato l’ex marito, ha sporto denuncia il 29 agosto, attivando la procedura d’urgenza del Codice Rosso. L’aggressione era il culmine di una serie di violenze che avevano coinvolto anche i figli, con l’uomo che aveva seguito la donna nei luoghi che frequentava e aveva minacciato di morte.
Persecuzione durata mesi
La persecuzione non si è fermata. Il 31 agosto, l’uomo si è presentato sotto casa del padre della donna, dove lei si era rifugiata con i figli, prendendo a calci e pugni il portone fino a sradicarne le ante. Poche ore dopo, verso le 3.30 di notte, si è ripresentato sotto la nuova abitazione della donna, svegliandola a pugni sulla porta e minacciandola in dialetto: «Ti devo sfondare tutto». Il 14 settembre, l’ha avvicinata per strada, insultandola e seguendola, fino a costringerla a chiedere al padre di venire a scortarla.
La donna ha raccontato ai carabinieri di essere stata sommersa da messaggi e telefonate continue, di aver subito appostamenti nei luoghi che frequentava e di essere stata vittima di scenate e aggressioni verbali per una gelosia ossessiva e infondata. L’uomo, che aveva già subìto un’ordinanza di misura coercitiva emessa dal Tribunale di Napoli il 24 settembre, non l’aveva mai accettata, continuando a minacciare e aggredire la donna e i suoi figli.
L’arresto segna un momento di sollievo per la donna, che ha trovato finalmente un sostegno concreto dopo mesi di sofferenza. La sua storia rappresenta un caso drammatico di violenza domestica, con conseguenze gravi per la sua salute e la sua sicurezza. La persecuzione è durata mesi, con episodi di violenza fisica, minacce e distruzione di proprietà. La donna ha subìto un’aggressione il 28 agosto, con schiaffi e pugni, e ha trovato l’appartamento devastato al ritorno. L’uomo ha continuato a minacciare e a seguire la donna, costringendola a chiedere aiuto.



