La presenza di idrocarburi aromatici (Moah) e saturi (Mosh) negli oli di oliva è un tema di crescente preoccupazione. Dopo l’analisi di 16 campioni, condotta da Il Salvagente, emerge una situazione non tranquillizzante: 5 oli su 16 superano la soglia consigliata, pur essendo conformi alle leggi vigenti. La Commissione europea, in un recente compromesso, ha deciso di alzare i limiti di legge per i Moah, ma la salute dei consumatori rimane a rischio.
Contaminanti in aumento: il rischio per la salute
I Moah, derivati principalmente dalla raffinazione del petrolio, sono sostanze potenzialmente genotossiche e cancerogene. La comunità scientifica concorda sul fatto che l’esposizione alimentare a questi composti dovrebbe essere ridotta al minimo. La UE ha indicato una soglia di 2 mg/kg per i Moah, ma non è ancora vincolante. Gli oli testati mostrano livelli che spaziano da 1,7 a 3,7 mg/kg, con alcuni campioni che superano di poco la soglia consigliata.
La presenza di Moah negli oli di oliva rappresenta un rischio per la salute, nonostante i limiti non siano ancora vincolanti.
Un’analisi dettagliata: Mosh e Moah
Accanto ai Moah, i Mosh (idrocarburi saturi degli oli minerali) sono altrettanto preoccupanti. Nonostante non esista una soglia ufficiale per i Mosh, la loro presenza è stata valutata in base al valore guida tedesco di 13 mg/kg. Nei 16 campioni analizzati, 11 superano questa soglia, con alcuni che raggiungono fino a 25 mg/kg. I Mosh, pur non essendo così pericolosi come i Moah, possono accumularsi nel fegato e in altri organi sensibili. Entrambi i contaminanti derivano dal petrolio e si accumulano lungo la filiera produttiva. Nonostante le buone pratiche esistano da tempo, i livelli rimangono elevati. La UE, con un recente compromesso, ha deciso di introdurre limiti di legge per i Moah, ma non è ancora in vigore. Il limite di 4 mg/kg entrerà in vigore a marzo 2027, con un abbassamento a 2 mg/kg a gennaio 2028.
Un mercato in regola, ma con rischi non trascurabili
Tutti gli oli testati sono conformi alle normative vigenti, ma i livelli di contaminanti rimangono preoccupanti. I dati rivelano una presenza “ingombrante” che richiede maggiore attenzione da parte dei produttori. La filiera alimentare deve seguire il principio Alara (As low as reasonably achievable), mirando a ridurre al minimo la presenza di composti genotossici. La presenza di Moah e Mosh negli oli di oliva rappresenta un problema non risolto, nonostante anni di sforzi. La UE, con il suo recente compromesso, ha deciso di alzare i limiti, ma la salute dei consumatori rimane a rischio. La ricerca continua, ma i dati evidenziano una situazione non tranquillizzante.



