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venerdì 25 Settembre 2026

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Cronaca

Morte del piccolo Domenico Caliendo: la famiglia contesta la ricostruzione del cardiochirurgo

La famiglia del piccolo Domenico Caliendo contesta la ricostruzione del cardiochirurgo Guido Oppido, che ha sostenuto di aver eseguito la cardiectomia in due minuti. La difesa della famiglia ritiene la tesi inverosimile.

La morte del piccolo Domenico Caliendo ha scatenato una battaglia legale tra la famiglia del bambino e il cardiochirurgo Guido Oppido, accusato di aver eseguito una cardiectomia in due minuti, un tempo considerato inverosimile. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha contestato la ricostruzione difensiva del medico, sostenendo che la tesi non sia credibile. La difesa del cardiochirurgo ha depositato una foto in sala operatoria per dimostrare la contestualità tra l’espianto del cuore e l’apertura del box con il cuore del donatore, ma il legale della famiglia ha ritenuto che questa prova non sia sufficiente a sostenere la tesi.

La difesa del cardiochirurgo e la contestazione della famiglia

Secondo la difesa del cardiochirurgo, la cardiectomia e l’apertura del box con il cuore del donatore sarebbero avvenute contestualmente. Tuttavia, il legale della famiglia ha sottolineato che la ricostruzione non è credibile. “Riteniamo sia inverosimile – ha detto Petruzzi – è evidente, quindi, che la foto in cui si vede l’operatore mettere le mani nel contenitore non può dimostrare la contestualità tra cardiectomia e l’apertura del box frigo contenente il cuore prelevato dal donatore a Bolzano”. L’avvocato ha anche sottolineato che, se è vero che alle 14,34 il cuoricino di Domenico era già su un tavolo della sala operatoria, allora significa che il cardiochirurgo ha impiegato appena due minuti per eseguire l’operazione, un tempo inferiore a quello del cardiochirurgo più veloce al mondo.

Indagini e decisioni del Riesame

Il cardiochirurgo Guido Oppido è indagato insieme a sei colleghi per la morte del bimbo napoletano di due anni e mezzo, deceduto a seguito del fallimento di un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale partenopeo. Secondo la Procura, Oppido avrebbe iniziato la cardiectomia prima dell’arrivo del box in sala operatoria, una tesi contestata stamane dalla difesa del cardiochirurgo. I giudici del Riesame, che devono decidere sull’annullamento della misura di interdizione della professione medica a 12 mesi disposta per Oppido nel giugno scorso, hanno acquisito anche la superperizia di 533 pagine commissionata dal giudice per le indagini preliminari e si sono riservati.

La famiglia e la battaglia legale

La famiglia del piccolo Domenico Caliendo continua a sostenere che la ricostruzione del cardiochirurgo non sia credibile. L’avvocato Petruzzi ha ribadito che la foto depositata dagli avvocati difensori non dimostra la contestualità tra l’espianto del cuore e l’apertura del box con il cuore del donatore. La famiglia ha anche sottolineato che il cuore del bambino era già su un tavolo della sala operatoria, un fatto che non può essere spiegato con la tesi del cardiochirurgo. La battaglia legale si svolge sul filo dei minuti, con la famiglia che cerca di dimostrare che la ricostruzione difensiva non è attendibile.

La morte del piccolo Domenico Caliendo ha scatenato una forte emozione e una forte reazione da parte della famiglia e dei familiari. La battaglia legale tra medici e la famiglia del bambino si svolge con grande tensione, con la famiglia che cerca di dimostrare che la ricostruzione del cardiochirurgo non è credibile. La famiglia continua a sostenere che la tesi difensiva non è attendibile e che la foto depositata non dimostra la contestualità tra l’espianto del cuore e l’apertura del box con il cuore del donatore.

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