L’Arabia Saudita si trova in una situazione di estrema tensione, con la minaccia degli Houthi e l’irranizzazione del Medio Oriente che mettono a rischio le sue rotte energetiche. Il Paese, che ha visto il sostegno militare degli Stati Uniti ridotto a causa delle decisioni di Donald Trump, cerca nuove alleanze per difendersi. La monarchia, guidata da Mohammad bin Salman, ha iniziato a cercare supporto da altri alleati, tra cui la Turchia, il Pakistan e la Francia, per contrastare la crescente minaccia degli Houthi e delle milizie pro-Iran.
La frattura con gli Stati Uniti
La relazione tra l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti, che era stata rafforzata negli anni passati, si è inasprita a causa delle decisioni di Trump. Dopo aver scatenato una guerra contro l’Iran insieme ad Israele, il presidente ha rifiutato un intervento diretto in difesa del Paese saudita, nonostante il contesto di tensioni crescenti. La frattura in un rapporto decennale ha portato a conseguenze significative, con l’Arabia Saudita che si sente abbandonata nel momento più critico. La situazione non è semplice, e Trump ha deciso di non intervenire direttamente contro gli Houthi. Il segretario di Stato Marco Rubio ha assicurato che l’accordo di difesa con l’Arabia Saudita sarà rispettato, ma ha ammesso che la situazione non è semplice. L’Arabia Saudita, quindi, continua a cercare soluzioni per salvaguardare le sue rotte energetiche e il suo status di potenza regionale.
Minacce da tutti i lati
L’Arabia Saudita è circondata da minacce da tutti i lati: gli Houthi, le milizie pro-Iran e i gruppi armati in Iraq. Con l’avanzata su Mokha e l’isola di Perim, le milizie yemenite hanno preso il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, un corridoio strategico per l’esportazione del greggio. Questo ha reso necessario un sostegno militare per proteggere le rotte energetiche, ma l’assenza degli Stati Uniti ha spinto la monarchia a cercare alternative. La monarchia ha organizzato un incontro d’emergenza con i vertici della Turchia e del Pakistan nell’ambito dell’Accordo di difesa congiunta della Mecca. L’obiettivo è riprendere i combattimenti contro gli Houthi e salvaguardare le infrastrutture strategiche. Inoltre, il principe Mohammad bin Salman ha cercato supporto in Francia, dove è stato annunciato l’invio di soldati, radar e sistemi di difesa per proteggere il sito di Yanbu sul Mar Rosso.
La ricerca di nuove alleanze non si limita alla Turchia e al Pakistan. L’Arabia Saudita ha anche contattato il presidente russo Vladimir Putin, ribadendo l’importanza di garantire la sicurezza delle vie navigabili internazionali. Inoltre, è emersa l’ipotesi di creare un fondo di investimento strategico, la Partnership for Allied Construction & Trust, con l’obiettivo di ricostruire le infrastrutture danneggiate nel Medio Oriente. Gli Stati Uniti avrebbero contribuito con 5 miliardi di dollari, con l’ausilio di altri paesi della regione.
Nonostante le pressioni, Trump ha deciso di non intervenire direttamente contro gli Houthi, temendo di impantanarsi in un conflitto complesso. Il segretario di Stato Marco Rubio ha assicurato che l’accordo di difesa con l’Arabia Saudita sarà rispettato, ma ha ammesso che la situazione non è semplice. L’Arabia Saudita, quindi, continua a cercare soluzioni per salvaguardare le sue rotte energetiche e il suo status di potenza regionale.



