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sabato 26 Settembre 2026

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Cronaca

Arrigo Scapini, l’anima del dono di sangue nella bassa veronese, è morto all’età di 98 anni

Addio a Arrigo Scapini, leader del dono di sangue a Verona. L’ultimo saluto nella chiesa di Salizzole.

Arrigo Scapini, figura centrale del volontariato nella bassa veronese, è morto all’età di 98 anni. L’ultimo saluto è avvenuto nella chiesa di Salizzole, dove un gruppo di donatori ha voluto rendergli omaggio. Scapini, noto come l’anima del dono di sangue, ha dedicato gran parte della sua vita alla promozione della donazione, contribuendo in modo decisivo alla crescita di Fidas Verona e alla comunità locale. Il suo impegno ha lasciato un segno indelebile, non solo nella comunità, ma anche nella storia del volontariato veronese.

Un leader del volontariato e fondatore di Fidas Verona

Scapini, insieme a Sergio Rosa e Silvano Salvagno, fu uno dei tre fondatori di Fidas Verona, associazione che si occupa della donazione di sangue e plasma. Ha guidato per 25 anni il gruppo “Il Samaritano”, un’importante realtà locale. Il suo impegno ha avuto un impatto significativo, contribuendo a costruire una rete di donatori solida e attiva. La sua passione per il volontariato si è espressa in numerose forme, tra cui l’installazione di un megafono sulla sua Fiat 124 per invitare la popolazione a donare. La sua dedizione si è espressa in modo concreto e originale, come il ricordo di quando, per incentivare la raccolta di sangue, aveva percorso le vie e le frazioni con le figlie, usando un megafono per chiamare i cittadini a donare. Questo gesto simbolo ha reso il suo impegno ancora più memorabile.

Un legame duraturo con la comunità

Scapini ha sempre mantenuto un forte legame con la comunità, non solo come presidente della sezione Fidas di Salizzole, ma anche come attivo partecipante alla vita sociale. Il Comune lo ha riconosciuto con una benemerenza per l’impegno nel sociale, un riconoscimento che ha sottolineato la sua dedizione. Fino all’ultimo momento, Scapini ha voluto essere aggiornato sulle attività del gruppo, chiamando puntuale per sapere come andavano le raccolte di sangue e plasma.

La sua lucidità e attenzione al dettaglio sono state un tratto distintivo, tanto da ricordare aneddoti e dettagli del passato, non dimenticando mai di avvisare i donatori se ne mancava uno storico. Questo ha reso il suo rapporto con la comunità unico e profondo. Il suo lavoro ha avuto un impatto duraturo, tanto che il presidente provinciale di Fidas Verona, Nicola Martelletto, ha sottolineato come la sua eredità sia fondamentale per la crescita dell’associazione. «Se oggi Fidas Verona è ciò che è lo dobbiamo anche a persone come Arrigo, che tanti anni fa hanno creduto nella forza della donazione e hanno contribuito a costruire, passo dopo passo, la nostra storia», ha detto Martelletto.

La sua figura è rimasta indelebile nella memoria di chi lo ha conosciuto. Silvano Salvagno, primo presidente di Fidas Verona e attuale presidente onorario, ha ricordato come Scapini fosse davvero l’anima del dono di sangue nella bassa veronese. «Si deve a lui la decisione di portare dentro Fidas Verona il “Samaritano”, di cui era vicepresidente: una causa per cui si batté con grande lungimiranza», ha detto Salvagno.

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