Una foto scattata al termine di una riunione del campo largo in Sicilia ha suscitato polemiche: al tavolo siede una sola donna, mentre intorno a lei si trovano quindici uomini. Cleo Li Calzi, presidente del Pd siciliano, ha commentato l’immagine, sottolineando che non si tratta solo di un problema di rappresentanza, ma di un modello di sviluppo che non include il femminismo. “Perché quella foto cambi, c’è bisogno di un nuovo modello di sviluppo: c’è bisogno di femminismo dentro la politica”, ha detto.
femminismo come strumento di cambiamento
La presidente del Pd siciliano ha spiegato che la foto non è solo un simbolo di diseguaglianza, ma un segnale di una cultura patriarcale che persiste nella politica regionale. “Non ha molto senso parlare di questa foto, se devo essere sincera”, ha affermato Li Calzi. La donna ha sottolineato che la presenza delle donne nella politica non è sufficiente, ma serve un approccio radicale: “Non c’è bisogno di donne, ma di femminismo”. Secondo lei, il femminismo non deve essere solo un tema di discussione, ma un’azione concreta che modifichi le strutture di potere.
Li Calzi ha anche sottolineato che il femminismo non deve essere visto come un’alternativa, ma come un’evoluzione necessaria. “Se noi come coalizione sapremo superare alcuni errori del passato e sapremo costruire un programma che attui vere politiche di integrazione e di democrazia paritaria, sarà un’evoluzione naturale che tra cinque anni al tavolo ci sarà un’altra diversa composizione”, ha concluso.
un modello di sviluppo che include tutti
La presidente ha anche parlato del bisogno di un modello di sviluppo economico e sociale che elimini le diseguaglianze e i divari. “Un modello che elimina le diseguaglianze e i divari, ed è fondato su un processo di sviluppo e coesione”, ha detto. Secondo lei, il cambiamento non può avvenire solo con l’ingresso di più donne, ma con un approccio che modifichi le condizioni di accesso e partecipazione. “Se cambi il modello di sviluppo, per esempio, se fai le transizioni digitale ed ecologica, ma non cambi il modello di sviluppo economico, il divario di occupazione maschile e femminile aumenterà”, ha spiegato.
La foto, però, rimane un simbolo di una realtà che non si è ancora trasformata. “Ma intanto questa foto non dice che la Sicilia è una regione un po’ ancorata al passato, ancora ferma a una cultura molto patriarcale?” ha chiesto Li Calzi. La risposta è chiara: il cambiamento è urgente, e non può avvenire senza un modello di sviluppo che includa tutti, senza distinzioni di genere. La presidente ha anche sottolineato che il femminismo non deve essere visto come un’alternativa, ma come un’evoluzione necessaria. “Se noi come coalizione sapremo superare alcuni errori del passato e sapremo costruire un programma che attui vere politiche di integrazione e di democrazia paritaria, sarà un’evoluzione naturale che tra cinque anni al tavolo ci sarà un’altra diversa composizione”, ha concluso.
La foto, però, rimane un simbolo di una realtà che non si è ancora trasformata. “Ma intanto questa foto non dice che la Sicilia è una regione un po’ ancorata al passato, ancora ferma a una cultura molto patriarcale?” ha chiesto Li Calzi. La risposta è chiara: il cambiamento è urgente, e non può avvenire senza un modello di sviluppo che includa tutti, senza distinzioni di genere.



