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sabato 26 Settembre 2026

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Cronaca

I City Guardians si mettono in azione al Rondò per migliorare la sicurezza

Nuovo progetto di sicurezza a Sesto: i City Guardians opereranno in collaborazione con la polizia locale per presidiare aree critiche.

Al Rondò, quartiere di Sesto, si annuncia un nuovo passo per la sicurezza urbana: i City Guardians, un team di volontari formati e coordinati dalla polizia locale, entreranno in azione per presidiare aree critiche e migliorare la vivibilità del territorio. L’annuncio è stato dato dall’assessore comunale alla Sicurezza Luca Nisco e dal sindaco Roberto Di Stefano, che hanno spiegato come il progetto nasca da un’idea già discussa e approvata in sede di Giunta. L’obiettivo è creare una rete di presidio civico, in cui i cittadini segnalino situazioni di disagio e le forze dell’ordine interverranno tempestivamente.

Un’esperienza ripetuta, ma con nuove regole

Il progetto dei City Guardians si colloca in un contesto di esperienze precedenti, come il controllo di vicinato lanciato nel 2018, che ha visto la diffusione di cartelli ancora oggi visibili nei quartieri. Anche se il Comune aveva negato per anni problemi di sicurezza al di fuori della “normale” soglia di tolleranza, oggi si decide di ripartire con un approccio più strutturato. La collaborazione con l’Anc e le gev, già attive per la sorveglianza dei giardini, rappresenta un passo avanti verso un modello più organizzato.

La formazione e il coordinamento sono elementi chiave per garantire l’efficacia del progetto. I volontari, che saranno chiamati “guardiani della città”, dovranno seguire un corso obbligatorio di almeno 40 ore, garantendo una formazione adeguata. Non opereranno da soli, ma in sinergia con le forze dell’ordine, che garantiranno la sicurezza e la coordinazione. L’equazione proposta dal sindaco è semplice: i cittadini osservano e segnalano, le forze dell’ordine interviengono. Questo modello, già sperimentato in passato con i security point mai effettivamente riattivati, ora si presenta con una base istituzionale più solida.

Un modello di collaborazione tra cittadini e istituzioni

La collaborazione con la polizia locale è un elemento chiave: i volontari dovranno inviare comunicazioni tempestive e qualificate alla centrale operativa, in caso di criticità o degrado urbano. L’obiettivo è creare una rete di informazione e intervento che coinvolga sia la comunità che le istituzioni. Il progetto, che si colloca a meno di una settimana dall’avvio della zona rossa per il Rondò, rappresenta un tentativo di rafforzare la presenza civica in un quartiere che ha visto negli anni diversi tentativi di gestione della sicurezza.

La struttura istituzionale del progetto è diversa rispetto a esperienze passate. Nonostante il sindaco Di Stefano abbia smentito l’idea di un’improvvisazione, il progetto si colloca in un contesto di esperienze precedenti, come le ronde nate spontaneamente alcuni anni fa, che avevano visto la partecipazione di volontari e anche di rappresentanti di partito. Oggi, invece, si cerca una struttura più formale, con un’organizzazione che coinvolga sia i cittadini che le istituzioni. La polizia di Stato, in passato, aveva dovuto accompagnare i volontari, ma ora si cerca un modello in cui la collaborazione sia più stabile e duratura.

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