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sabato 26 Settembre 2026

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L’hamburger si alza di prezzo, il natto arriva in prima classe e il miglio si allontana

L’hamburger e il natto cambiano posizione nella dieta globale, mentre il miglio perde terreno a causa della siccità e dei cambiamenti climatici.

L’hamburger si alza di prezzo, il natto arriva in prima classe e il miglio si allontana. Questo è il quadro alimentare che emerge dalla stampa internazionale di questa settima, tra Stati Uniti, Giappone, India, Francia e Africa. In un mondo in cui i cibi si spostano nella gerarchia di ciò che arriva in tavola, alcuni guadagnano posizioni, altri ne perdono, e alcuni restano invariati. Il prezzo della carne bovina, le mode salutiste, le regole europee sugli allevamenti e i modelli agricoli finanziati dai donatori sono i principali fattori che spostano i cibi nel mercato globale.

La carne bovina e l’aumento dei prezzi

Il rincaro dei prezzi si basa soprattutto sulla carne bovina, che ha visto un calo delle mandrie statunitensi ai minimi da settantacinque anni a causa di anni di siccità. La domanda, però, resta sostenuta, e i costi si riflettono anche sui conti dei ristoranti, che devono affrontare affitti, personale e bollette. Alcuni locali provano ad assorbire gli aumenti, altri rilanciano con panini più elaborati, in modo da giustificare un prezzo vicino ai trenta dollari. Anche a casa, il pasto economico per antonomasia ora si ordina guardando prima la colonna dei prezzi. La siccità ha ridotto le mandrie statunitensi ai minimi da settantacinque anni, mentre la domanda resta sostenuta.

Il natto, superfood in crescita

Il natto, al contrario, sta guadagnando posizioni grazie al suo status di superfood. Fagioli di soia fermentati, consumati in Giappone da secoli, stanno trovando nuovi mercati all’estero, spinti dall’interesse per i fermentati e dalla curiosità che corre sui social. Le esportazioni sono triplicate tra il 2017 e il 2025, e il natto si fa strada nei supermercati e nei negozi di alimenti salutistici. In patria, resta un cibo di tutti i giorni, ma fuori diventa un acquisto da mostrare. Il natto si sta diffondendo in mercati esteri grazie all’interesse per i fermentati e alla curiosità sui social.

In India, la siccità ha portato a una crisi agricola, con raccolti persi e aiuti chiesti dagli agricoltori. A Nanded, nello Stato del Maharashtra, i rappresentanti politici si sono riuniti con il ministro dell’Agricoltura per fare il punto sulla situazione. Un video dei vassoi di anacardi e mandorle serviti al tavolo ha scatenato accuse di insensibilità, con alcuni coltivatori che hanno contestato il ministro offrendogli, per protesta, altra frutta secca. Il primo ministro dello Stato ha difeso la consuetudine come prassi amministrativa, chiedendo però più attenzione in circostanze simili.

La retrocessione più silenziosa si consuma però nei campi africani, dove l’Alleanza per una rivoluzione verde in Africa ha portato a un cambiamento nella produzione agricola. Nei tredici Paesi coinvolti, la produzione di miglio è calata del ventisette per cento dal 2006, mentre quella di mais è più che raddoppiata. Il sorpasso, sostengono gli autori, si paga a tavola, perché miglio, sorgo e fagiolo dall’occhio garantivano varietà nelle diete e reggono meglio caldo e siccità. La loro proposta è spostare gli investimenti sulla diversità dei campi e sul diritto degli agricoltori di conservare e scambiare i propri semi.

La produzione di miglio è calata del ventisette per cento dal 2006, mentre quella di mais è più che raddoppiata. La Commissione europea, entro fine anno, dovrebbe presentare una proposta per eliminare gradualmente le gabbie negli allevamenti di galline ovaiole. Gli allevatori francesi si preparano a questa norma, che potrebbe ridurre i costi ma non risolvere la questione di chi pagherà per la conversione. La gabbia, in questo contesto, rappresenta un passo indietro per la tutela degli animali, ma un passo avanti per la sostenibilità e la qualità degli alimenti.

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