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domenica 27 Settembre 2026

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Capello racconta il retroscena di Berlusconi e Ronaldo: “Lui lo prese lo stesso”

Fabio Capello ricorda Silvio Berlusconi e il momento in cui il presidente volle acquistare Ronaldo nonostante il suo rifiuto.

Fabio Capello ha raccontato un episodio significativo legato al suo periodo al Milan e al rapporto con Silvio Berlusconi, ricordando come il presidente avesse un carattere determinato e una visione unica del calcio. L’ex allenatore, che ha guidato il club rossonero tra il 1991 e il 1996, ha sottolineato come Berlusconi fosse un uomo di grandi ambizioni e di grande stima, tanto da influenzare profondamente la cultura del club. Il ricordo, espresso in un’intervista all’Adnkronos, ha messo in luce anche un momento particolare legato a Cristiano Ronaldo, che fu oggetto di una decisione non convenzionale da parte del presidente.

Un rapporto di stima e visione unica

Capello ha espresso un grande rispetto per Berlusconi, ricordando come fosse un presidente che non si limitava al calcio, ma aveva una visione più ampia. “Voleva un calcio nuovo, diverso”, ha spiegato l’ex allenatore, sottolineando come Berlusconi avesse l’ambizione di creare una squadra che fosse non solo vincente, ma anche spettacolare. Questo approccio ha portato a risultati straordinari, come le 58 partite consecutive senza sconfitte e la vittoria della Coppa dei Campioni del 1994, un momento che Capello ricorda con grande affetto.

Il presidente aveva una visione del calcio che andava oltre la vittoria.

Il caso Ronaldo: un no che non fu mai un no

Un episodio particolare riguarda la volontà di Berlusconi di acquistare Cristiano Ronaldo nel 2007. Capello ha raccontato come, durante una conversazione, il presidente gli avesse chiesto se fosse il caso di prendere il portoghese. L’ex allenatore, che aveva allenato Ronaldo al Real Madrid, aveva espresso un parere negativo, sottolineando come il giocatore fosse un “grande ma non adatto al spogliatoio”. Tuttavia, Berlusconi non si è lasciato convincere. “Lui lo prese lo stesso”, ha ricordato Capello, sottolineando come il presidente avesse una determinazione unica. Il risultato fu l’acquisto di Ronaldo, che si sarebbe svolto senza il consenso di Capello. L’ex allenatore ha raccontato come, il giorno dopo, i giornali avessero annunciato l’arrivo del portoghese a Milano per le visite mediche.

Un momento che ha reso evidente la personalità di Berlusconi.

Berlusconi, secondo Capello, era un uomo che non si accontentava mai. “Disse di voler creare la squadra più forte del mondo, con il calcio più spettacolare”, ha ricordato l’ex allenatore, sottolineando come il presidente avesse avuto una visione unica del calcio. Questo atteggiamento si rifletteva anche nei discorsi che Berlusconi teneva alla squadra, sempre in spogliatoio, mai allo stadio.

Capello ha anche ricordato come Berlusconi, durante il suo periodo al Milan, avesse organizzato riunioni politiche per la nascita del partito. “Alcune le ascoltai e capii che, per lui, era un altro grande obiettivo”, ha detto, sottolineando come il presidente avesse una visione non solo sportiva, ma anche politica. “Realizzò anche quel sogno”, ha concluso, ricordando Berlusconi come un uomo che aveva saputo realizzare i suoi sogni.

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