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domenica 27 Settembre 2026

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Caporalato nel cantiere USA a Milano, 19 milioni di risarcimento e permessi di soggiorno a centinaia di operai

Inchiesta sul cantiere del Consolato Usa a Milano: 19 milioni di risarcimento e permessi di soggiorno a 300 operai.

La Procura di Milano ha concluso un’inchiesta che ha portato a un risarcimento di 19 milioni di euro per 300 operai indiani sfruttati nel cantiere del Consolato USA a Milano. La società americana Caddell Construction, coinvolta nell’indagine, ha versato la somma a titolo di risarcimento per i danni morali subiti dai lavoratori, che avevano subito condizioni di lavoro estremamente difficili. Tra i fatti emersi, trattenute di circa 850 euro al mese per vitto e alloggio, turni di lavoro fino a 12 ore al giorno e paghe comprese tra 1,50 e 1,91 euro l’ora. Gli operai, in gran parte indiani, sono stati costretti a tornare al lavoro anche quando erano febbricitanti, feriti o appena dimessi dall’ospedale. Due manager, il turco Ulas Demir e l’indiano Aji Appukuttan, sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta.

Un sistema di sfruttamento sistematico

Secondo la ricostruzione della Procura, gli operai sono stati sottoposti a un «sistema di sfruttamento» che includeva condotte intimidatorie, umiliazioni, aggressioni verbali e minacce di rimpatrio. La gip Angelica Cardi ha definito la situazione come una «scelta datoriale fondata sulla negazione dei più basici diritti». La società Caddell, con un fatturato annuo di circa 1,5 miliardi di dollari, ha deciso di stanziare ulteriori 7 milioni di euro a titolo di risarcimento per i danni morali subiti, pari a circa il 70% in più rispetto alle somme dovute a ciascun lavoratore. La cifra si aggiunge ai 9,6 milioni già previsti per compensare la differenza tra le retribuzioni effettivamente corrisposte e quelle stabilite dai contratti, e ai 3 milioni destinati alla restituzione delle somme indebitamente trattenute per vitto e alloggio.

La Procura ha valutato positivamente l’impegno della società per ristabilire condizioni di legalità. Nel parere favorevole alla scarcerazione di Ulas Demir, detenuto per quasi quattro mesi, il pm ha sottolineato l’«importante sforzo fatto da Caddell» per garantire ai lavoratori un significativo risarcimento dei danni subiti. Restano da chiarire alcuni aspetti dei rapporti tra Caddell e la partner turca Encka, così come quelli tra la società americana e i due dirigenti arrestati.

Permessi di soggiorno e Naspi per i lavoratori

La Procura ha richiesto ai Questori di Milano e Pisa di rilasciare 238 permessi di soggiorno speciali ai lavoratori riconosciuti come vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Altri 60 operai rimasti senza lavoro sono stati ammessi dall’Inps alla Naspi. Inoltre, la società ha versato 7,2 milioni di euro per definire le proprie pendenze con l’Inps e altri 4 milioni per ristorare l’Ispettorato territoriale del lavoro. Il pacchetto di interventi ammonta a circa 31 milioni di euro.

La società ha precisato che l’operazione non costituisce un’ammissione di responsabilità. Entrambi i manager arrestati, Ulas Demir e Aji Appukuttan, avrebbero incoraggiato la società ad adottare misure per assicurare ai lavoratori un risarcimento significativo. La situazione rimane complessa, con alcuni aspetti da chiarire riguardo ai rapporti tra Caddell e le sue partner. La Procura ha espresso soddisfazione per l’impegno della società, ma non ha escluso ulteriori indagini per approfondire i rapporti con i dirigenti arrestati.

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