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domenica 27 Settembre 2026

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Economia

Cedolare secca per piccoli negozi: un’idea per rilanciare il commercio locale

Proposta di cedolare secca per negozi di prossimità per ridurre costi e stimolare affitti.

La cedolare secca per i piccoli negozi di prossimità potrebbe diventare un strumento per rilanciare il commercio locale, come sottolinea Confedilizia. L’idea, ripresa da Giorgio Spaziani Testa, presidente dell’associazione, è volta a favorire l’incontro tra domanda e offerta di immobili in affitto, soprattutto per attività commerciali di piccole dimensioni. L’obiettivo è ridurre i costi per i proprietari e rendere più accessibili i locali per nuovi affitti, in un contesto in cui molti negozi restano vuoti e non generano reddito fiscale per lo Stato. La misura non risolve da sola la desertificazione commerciale, ma potrebbe aiutare a ridurre i locali vuoti e a incentivare l’affitto di immobili adatti a nuove attività.

Un modello simile a quello del 2019

La proposta si ispira al modello del 2019, quando la cedolare secca fu applicata ai nuovi contratti di locazione per locali C1, ovvero negozi fino a 600 metri quadrati. Secondo Confedilizia, se applicata ai nuovi contratti stipulati nel 2027, la misura potrebbe costare circa 170 milioni di euro l’anno, considerando i circa 112mila nuovi contratti di locazione e la quota di applicazione stimata dal Mef. La misura non risolve da sola la desertificazione commerciale, ma potrebbe aiutare a ridurre i locali vuoti e a incentivare l’affitto di immobili adatti a nuove attività.

Per i proprietari di immobili ad uso commerciale, i costi fiscali sono elevati: Irpef, Imu, addizionali e altri oneri possono incidere fino al 50% del canone potenziale. Questo rende difficile l’affitto di locali, soprattutto per attività di piccole dimensioni. Inoltre, le regole contrattuali sono spesso vecchie e con durate molto lunghe, costringendo i proprietari a fissare canoni sostenibili anche per decenni. La cedolare secca potrebbe alleviare questa situazione, rendendo i locali più accessibili per nuovi affitti.

Un passo verso un sistema più equo

La cedolare secca non è vista come una soluzione unica, ma come un passo importante per migliorare la situazione del commercio locale. Confedilizia chiede inoltre l’estensione della cedolare secca anche ai contratti già in essere, come avvenuto nel 2011 per l’abitativo. Tuttavia, le regole europee e di bilancio hanno reso più complessa questa opzione. L’obiettivo è creare un sistema più equo e sostenibile, senza aumentare la spesa complessiva dello Stato.

Al di là della cedolare secca, Confedilizia chiede anche un miglioramento del sistema di incentivi edilizi, soprattutto per il miglioramento sismico e l’efficientamento energetico. L’idea è di mantenere le detrazioni attuali, ma con un sistema più mirato e prioritario. L’obiettivo è creare un ambiente più favorevole per il commercio locale, riducendo i costi e stimolando l’affitto di immobili adatti a nuove attività. La misura potrebbe ridurre i locali vuoti e incentivare nuovi affitti. La cedolare secca, se applicata ai nuovi contratti, potrebbe aiutare a ridurre i locali vuoti e a rendere più accessibili i locali per nuove attività. La spesa stimata è di circa 170 milioni di euro l’anno. Confedilizia chiede inoltre l’estensione della misura anche ai contratti già in essere, ma le regole europee e di bilancio complicano questa opzione.

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