Un delitto atroce ha scosso Torino, con l’omicidio di Fabio Colapietro, 39 anni, avvenuto in via Gulli. Tre persone sono state fermate per il reato, tra cui Christian Matheus De Oliveira Morando, accusato di omicidio e soppressione di cadavere, e le due donne, Nicole Formichetti e Keith Butig, accusate di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere. L’episodio, avvenuto una settimana fa, ha visto il corpo della vittima sezionato e nascosto in casa, con un piano per farlo sparire definitivamente. Il movente e i dettagli del delitto sono emersi durante l’udienza del Gip, dove Morando ha confessato l’omicidio, ma ha sottolineato che non era programmato.
La confessione e il piano per occultare il corpo
Secondo l’avvocato Wilmer Perga, difensore di Morando, l’uomo ha riconosciuto di aver ucciso Colapietro, ma ha sottolineato che l’atto è avvenuto involontariamente, durante un litigio in seguito a un furto di soldi. Le due donne, Formichetti e Butig, hanno contribuito al piano per nascondere il corpo, acquistando materiali come telo, sacchi, candeggina e guanti. Morando ha raccontato che, dopo aver sezionato il corpo, ha perso la capacità di proseguire e ha chiamato sua madre e la polizia. Il movente sembra legato a un litigio improvvisato, non a un piano premeditato.
Le dinamiche del delitto e le reazioni
Il delitto è avvenuto in un appartamento di Nicole Formichetti, 47 anni, insegnante di italiano a Ciriè. L’episodio è iniziato con un festino a base di alcol e droghe, durante il quale Colapietro ha portato alcolici e stupefacenti. La situazione si è deteriorata, con un litigio violento che ha portato all’omicidio. Morando ha confessato l’atto, ma ha sottolineato che non era programmato. Keith Butig, invece, ha negato di aver partecipato al delitto o all’occultamento del corpo, con il suo avvocato che ha spiegato che la giovane si è chiusa in un’altra stanza e ha acquistato solo i sacchi, pur essendo consapevole di quanto accaduto.
Le famiglie delle vittime e i familiari delle imputate sono rimasti sconvolti, con la professoressa Formichetti che ha dichiarato di non riuscire a ricostruire l’accaduto. L’udienza del Gip è in attesa della decisione sulla convalida del fermo, con l’attenzione concentrata sui dettagli del delitto e sul movente che ha spinto i tre coinvolti a commettere un atto così grave. Il caso ha suscitato un forte dibattito nella comunità torinese, con l’attenzione concentrata sui dettagli del caso e sulle responsabilità di ciascun imputato. L’episodio ha messo in luce le complessità delle dinamiche di droga e violenza, con un movente che sembra legato a un litigio improvvisato. La polizia e i giudici stanno cercando di ricostruire i fatti, con l’obiettivo di chiarire i ruoli di ciascun individuo e le loro responsabilità. La famiglia di Colapietro, in particolare, ha espresso dolore e preoccupazione per l’evento.
Il caso di via Gulli rappresenta un episodio drammatico che ha scosso la città, con un movente che sembra legato a un contesto di droga e violenza. La comunità torinese attende con ansia la decisione del Gip e le eventuali conseguenze legali per i tre coinvolti. L’episodio rimane un esempio di come le situazioni di tensione possano portare a conseguenze irreversibili.



