Alan Campagnoli, 51 anni, è stato salutato ieri pomeriggio a Corbola in un funerale che ha visto la partecipazione di persone di tutte le età, tanti giovani e familiari. L’evento si è svolto nella chiesa di Santa Maria Maddalena, gremita di affetto e ricordi. Il funerale è stato accompagnato da note di sax, dal rombo delle moto e dal ricordo della campana del locale BellaVita, gestito per anni da Alan. Il prete, don Rossano Marangoni, ha ricordato un episodio personale con Alan, che ha segnato un momento di profonda empatia e amicizia.
Un ricordo che ha segnato la vita di Alan
Don Rossano ha raccontato come ha conosciuto Alan otto anni fa, quando gestiva un’attività di proprietà della parrocchia. «Ogni volta si sedeva e aveva qualcosa da dirmi, da raccontarmi e anch’io qualcosa da chiedergli. Era sempre un incontro molto cordiale, semplice, amichevole», ha ricordato. Tra i ricordi più significativi, il prete ha citato un episodio in cui Alan, dopo un’espressione poco opportuna, si è immediatamente scusato e ha chiesto un abbraccio. «E certo, ho condiviso con lui un abbraccio affettuosissimo», ha detto il prete, sottolineando il rapporto trasparente e sincero che ha legato i due.
La campana del BellaVita e il ricordo di un luogo
La campana del BellaVita è rimasta un simbolo di Alan, un luogo che per tanti era diventato un punto di ritrovo. «Per noi quel posto era molto di più di un semplice bar. Era il luogo dove ci ritrovavamo, ridevamo e passavamo insieme tante serate», ha scritto una lettera letta durante il funerale. Fino all’ora di chiudere, quando Alan prendeva la sua campana, i clienti sapevano che era ora di andare a casa. «Non servivano parole, ci guardavi e dicevi: ‘Dai, andate via, andate in un altro bar’», ha ricordato un amico.
Il feretro ha varcato la porta della chiesa e raggiunto il sagrato tra i rintocchi della campana. La canzone preferita di Alan è partita dopo il commiato, seguita dal rombo delle moto del Motoclub Ariano. L’Infinity Bar, negli stessi locali che per anni avevano ospitato il BellaVita, ha disseminato fogli con due sole parole: «Ciao Alan». Due parole troppo piccole per contenere il dolore di tanti amici. «Sono proprio questi piccoli ricordi, semplici ma nostri, che porteremo sempre nel cuore», ha scritto un amico, chiudendo il ricordo di Alan.
Dopo il commiato il parroco ha dato voce agli amici, e nelle loro parole è tornato anche il BellaVita, il locale gestito per anni da Alan: «A te che regalavi a tutti un sorriso che illuminava, frutto di un cuore genuino. Eri l’amico di quelli veri, di quelli rari, di quelli che tengono all’amicizia stretta». Nel loro saluto compare anche «la tua campana», che questa volta suona idealmente «non per salutarci uscendo di scena», ma come se fosse ancora Alan a dire: «Ragazzi, vivetela, perché la vita è bella».
- Alan Campagnoli, 51 anni, è morto nell’incidente avvenuto lungo la Provinciale 46 a Taglio di Po.
- Il funerale si è svolto a Corbola nella chiesa di Santa Maria Maddalena.
- La campana del BellaVita è rimasta un simbolo di Alan e del luogo che ha reso unico.



