Un hotel a cinque stelle da 10 milioni di euro si svilupperà nel cuore della Val di Non, a Tret, un paesino di Borgo d’Anaunia. Il progetto, approvato all’unanimità dal Comune, prevede il recupero del maso Fandoveri, trasformato in una struttura alberghiera di alto livello con 20 unità abitative e 40 posti letto, ristorante e biopiscina. L’investimento, che potrebbe avvicinarsi alla decina di milioni di euro, è realizzato da Hbw Tourism Development srl, società di Lana con l’ingegner Claudio Bertagnolli tra i soci. L’obiettivo è sviluppare un turismo di qualità, sostenibile e immersivo, in linea con le caratteristiche del territorio.
Un progetto basato su tre pilastri
Il progetto si basa su tre pilastri principali: la salvaguardia e il restauro conservativo della struttura esistente, la valorizzazione della cultura locale e la filiera enogastronomica. Il primo riguarda la struttura del maso, che ha una storia e un’architettura da salvaguardare e quindi la parte esistente verrà ristrutturata attraverso un restauro conservativo, spiega Bertagnolli. L’obiettivo è creare un turismo immersivo, in cui l’ospite entri a contatto con la cultura dell’alta valle. Il terzo pilastro, invece, punta su una cucina 100% a chilometro “quasi zero”, con prodotti locali da San Felice a Fondo, disponibili entro 3 anni dall’apertura.
Un’idea radicata nel territorio
Il progetto nasce da un’idea radicata nel territorio, con l’obiettivo di valorizzare un’area che ha una storia e un’identità uniche. Essendo una struttura grande, bella, alla fine del paese, abbiamo pensato di sviluppare un’idea di turismo contenuto, a modo, di qualità, afferma Bertagnolli, originario proprio di Tret. Il maso Fandoveri, una tipica struttura agricola vissuta da una famiglia locale fino a cinque anni fa, tornerà a essere coltivato, con una parte dei terreni destinata alla produzione di frutta e ortaggi. La società ha anche previsto la costruzione di una piscina biologica, una “biopool” depurata naturalmente attraverso piante e ghiaia, senza cloro né sale.
Tutto il progetto punta sulla sostenibilità, con l’uso di acque reflue depurate attraverso la fitodepurazione per l’irrigazione dei campi e dei prati. L’investimento, redatto dallo studio Bergmeisterwolf, prevede un’apertura 12 mesi all’anno, con i lavori che dovrebbero partire a maggio-giugno 2027. Il Comune ha approvato la deroga urbanistica necessaria per il progetto, che non prevede la costruzione di un “mega-albergo”, ma una struttura ben inserita nel paesaggio. Il sindaco Daniele Graziadei ha sottolineato l’importanza del progetto per l’aspetto turistico e per la riqualificazione del complesso. Ora bisnerà attendere il passaggio provinciale per il via libera definitivo ai lavori.
La società Hbw Tourism Development srl, che vede tra i soci l’ingegner Claudio Bertagnolli, ha deciso di acquistare il maso per valorizzarlo in una veste nuova, sviluppando un concetto turistico-ricettivo fondato su tre pilastri. La struttura sarà aperta 12 mesi all’anno e i lavori dovrebbero partire a maggio-giugno 2027. La maggior parte della frutta e degli ortaggi sarà coltivata sui terreni della struttura, mentre verranno coinvolti anche i produttori locali, diversificando la proposta in base alle stagioni.



