Jovanotti compie 60 anni e lo celebra come sempre: con l’eterno spirito di ragazzo. Lorenzo Cherubini, noto come Jovanotti, ha spiegato che non pensa mai troppo ai suoi compleanni, considerandoli un lavoro che inizia da quando aveva 16 anni. Per lui, la festa è parte del mestiere, e non ha mai festeggiato in maniera empatica. «Non ci penso proprio», ha detto, spiegando che il compleanno lo ha sempre ignorato, a meno che non fosse il giorno del padre, con cui univa i due eventi in modo unico.
Un lavoro che non ha mai smesso di fare
La carriera di Jovanotti, che ha superato quarant’anni, è caratterizzata da una voglia di sperimentare che non si è mai spenta. Dopo anni di tour, di rap, pop, world music e canzone d’autore, il futuro è sempre tutto da inventare. «E per Jovanotti, anche a 60 anni, il futuro è tutto da inventare», ha sottolineato. Il bimbo che è in lui, però, è al centro del documentario Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, in sala a novembre. «Progetti futuri? Zero, ma mi piace questa sensazione – ha raccontato -. Non vuol dire che mi ritiro. Tutt’altro! Però non ho nessuna idea, nessuna scadenza». Tornerà presto al lavoro, però. C’è da scommetterci. «Nelle canzoni ci possiamo permettere anche la retorica», ha detto, spiegando che in musica si possono permettere tante cose che nella vita reale si eviterebbero. «Ci possiamo permettere l’utopia, meno male».
Un documentario senza controllo
«Il film è pronto – ha detto Jovanotti -, per la prima volta nella mia vita non non ho avuto il controllo». L’idea del documentario è nata da una richiesta fatta ai registi: «Mi hanno seguito per sette anni e io ho detto: “Vorrei non vedervi mai”. Io faccio tutto rivolto al futuro, quindi se vogliamo fare un documentario sulla mia storia fatelo voi. Vi do tutto il materiale». La fortuna ha accompagnato il progetto, grazie a un scatolone di superotto trovato nel guardaroba di suo padre, che ha rivelato tantissima roba. La chiave di lettura del film è il bambino che Jovanotti porta dentro.
I brani che forse gli sono più cari sono quelli romantici. «Sento che le canzoni romantiche sono quelle che hanno la vita più lunga, probabilmente perché è un sentimento che, grazie al cielo, continua ad avere un suo spazio. Se mi dai una chitarra e dici cantami una canzone tua, io canto “Bella”». La sua carriera, fatta di sperimentazione e passione, continua a crescere, anche a 60 anni.



