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domenica 27 Settembre 2026

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L’italiano non è negoziabile: l’integrazione a scuola si costruisce con la cultura, non con l’abbassamento del livello

L’importanza dell’italiano nella costruzione dell’identità e nella integrazione scolastica, con un focus su come l’educazione non debba essere ridotta per integrare gli stranieri.

L’italiano non è negoziabile: l’integrazione a scuola si costruisce alzando il livello, non abbassandolo. Questo è il messaggio chiave del commento di Ulderico Nisticò, pubblicato il 27 settembre 2026, in cui l’autore sottolinea come la lingua italiana sia un pilastro dell’identità nazionale e della formazione culturale. L’articolo, scritto in un tono riflessivo e critico, esplora il ruolo della scuola come luogo di assimilazione e di crescita, non solo per gli italiani, ma anche per gli stranieri che desiderano integrarsi nel tessuto sociale e culturale del Paese.

La lingua come identità

L’italiano, come ha sottolineato Nisticò, non è un semplice strumento di comunicazione, ma un elemento essenziale per la costruzione dell’identità. Da Napoleone a Cristina di Svezia, la storia ha dimostrato come la lingua sia un veicolo di cultura e di appartenenza. L’autore ricorda che il processo di assimilazione non può avvenire se gli stranieri sono milioni e parlano lingue diverse, soprattutto quando le loro condizioni sociali e economiche sono in difficoltà. La scuola, in questo contesto, non deve ridurre il livello di insegnamento per adattarsi a tutti, ma deve offrire a tutti, anche a chi arriva da lontano, l’opportunità di crescere e di imparare.

Un esempio concreto che l’autore presenta è il caso di un ragazzo straniero che va a scuola in Italia, impara l’italiano e la Divina Commedia. Quando esce, non solo ha una formazione culturale, ma anche un’identificazione con i contenuti. Questo processo di integrazione, spiega Nisticò, non deve essere visto come una minaccia, ma come un’opportunità per costruire un futuro comune. Tuttavia, l’autore avverte che non si deve permettere che il processo di assimilazione si trasformi in eversione o invasione, come potrebbe accadere se alcuni studenti cercano di modificare i contenuti del programma scolastico per motivi personali o religiosi.

La scuola come luogo di formazione

Secondo Nisticò, la scuola deve alzare il livello, non abbassarlo. L’autore sostiene che l’educazione non può essere ridotta a semplici “progetti” o a “ventate di pistolotti”, ma deve essere costruita con l’esempio degli insegnanti. L’obiettivo non è solo l’apprendimento delle materie, ma la formazione di generazioni future che conoscano i contenuti culturali e le loro applicazioni. L’italiano, in questo senso, non è solo una lingua, ma un’identità che deve essere rispettata e preservata.

La scuola, in questo contesto, deve essere un luogo di elevazione, non di riduzione. L’educazione, afferma Nisticò, non deve essere spostata verso un livello più basso per adattarsi a tutti, ma deve offrire a tutti, anche a chi arriva da lontano, l’occasione di crescere e di migliorarsi. L’italiano, come lingua, non è negoziabile, e non può essere messo in discussione. Parlare italiano significa pensare italiano, e questo è un valore che deve essere preservato e promosso.

La sfida dell’integrazione, secondo Nisticò, non è solo un problema di lingua, ma anche di condizioni sociali e economiche. L’autore osserva che in molte zone d’Italia, nonostante non siano geograficamente ai margini, si stanno verificando situazioni di emarginazione e di rischio di desertificazione. Questo fenomeno, spiega, non può essere risolto solo con carte d’identità, lavoro o casa, ma richiede un impegno collettivo per rafforzare l’identità nazionale e la coesione sociale. Non ci sono commenti, inizia una discussione. La scuola deve istruire; l’educazione si fa con l’esempio degli insegnanti. L’educazione non si fa con “esperti” retribuiti e materie inventate, ma con l’impegno di chi insegna. L’obiettivo è formare le generazioni future della Nazione, le quali devono conoscere i contenuti culturali e le loro applicazioni. È una finalità politica e nazionale.

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