Il Papa ha trascorso il terzo giorno del suo viaggio in Francia interamente a Lourdes, dove ha sottolineato la centralità del tema della “massima vigilanza” sugli abusi e della tutela della vita. Il Pontefice ha espresso un netto no alla “morte programmata”, riaffermando che la dignità della persona umana non si misura e non si discute. In un contesto di profonda empatia, ha rivolto un messaggio di speranza e conforto a malati, anziani e operatori sanitari, sottolineando che nessuna legge umana deve far perdere la certezza della dignità.
La dignità della vita e la lotta agli abusi
Il Papa ha sottolineato che la Chiesa deve avere il coraggio di vivere una conversione profonda, per guarire dalle ferite profonde e dai dolorosi smarrimenti interni. “Riconoscere i nostri errori è indispensabile per la crescita spirituale”, ha ricordato, citando sant’Agostino. Durante l’incontro con i vescovi della Conferenza episcopale francese, ha esortato a mantenere la “massima vigilanza” sulla “dolorosa piaga degli abusi”, sottolineando che non si deve lasciarsi scoraggiare dagli errori o dalle cadute. La dignità non si misura e non si discute. Il Papa ha ribadito che la persona umana è degna per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. “Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana”, ha ammonito. La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata, ma deve prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla.
Un invito a essere testimoni della speranza
Parlando ai malati e agli operatori dell’Accueil Notre Dame, il Papa ha detto: “So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita”. Ha però ricordato che “nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. L’invito finale è stato a essere “testimoni attivi di questa forza e di questa tenerezza divine”, con l’augurio che “non temete le tempeste del mondo: la Santa Madre di Dio veglia sul vostro cammino”.
Non ripartirete da Lourdes come siete arrivati. Il Papa ha garantito che i malati ripartiranno “come missionari della speranza”, trasformati da un miracolo che suscita la gioia della speranza proprio nel cuore della prova e del dolore. La Vergine Maria risana i nostri sguardi e trasfigura i nostri cuori donando loro la pace. L’augurio finale è stato a non temere le tempeste del mondo, perché “la Santa Madre di Dio veglia sul vostro cammino”.
In serata, il Papa ha partecipato alla processione “aux Flambeaux”, un evento che ha visto la sua partecipazione per la prima volta. L’evento ha rappresentato un momento di unità e di speranza, con la partecipazione di migliaia di fedeli. Il Papa ha definito Lourdes “santuario della speranza cristiana”, un luogo in cui “nessuna fragilità viene respinta” e dove “la Vergine Maria risana i nostri sguardi e trasfigura i nostri cuori donando loro la pace”. L’invito finale è stato a non temere le tempeste del mondo, perché “la Santa Madre di Dio veglia sul vostro cammino”.



