Il senatore leghista Massimiliano Romeo ha aperto un acceso scontro con Matteo Salvini, attaccando il leader del partito per il congresso straordinario annunciato a ottobre. «Il congresso straordinario è un trappolone, caro Matteo te lo fai da solo», ha dichiarato Romeo al Corriere della Sera, sottolineando come la Lega stia vivendo una crisi profonda. Secondo il leghista, il partito «è in caduta libera» e il trend dei consensi «fa spavento». Romeo ha rivelato che, se si dovesse votare a maggio, il partito rischierebbe di arrivare intorno al 4%, se non addirittura al di sotto.
La Lega in crisi e la sfida interna
Le dichiarazioni di Romeo arrivano a una settimana dall’annuncio di Salvini di un congresso straordinario, previsto per ottobre. Il leader del partito aveva anche espresso l’aspettativa che si candidasse «qualcun altro» alla segreteria. Romeo ha però sottolineato che il congresso è organizzato con gli stessi delegati che lo hanno già eletto segretario un anno e mezzo fa, definendolo un «espediente tattico». «Non partecipo», ha aggiunto, sottolineando che la sua posizione è esclusivamente politica e non personale.
Romeo ha anche sottolineato che la Lega ha perso gradualmente consensi, con una flessione dello 0,2% al mese. «Perdiamo lo 0,2% al mese – sostiene – questo significa che, se si dovesse votare a maggio, rischiamo di arrivare intorno al 4%, se non addirittura al di sotto». La situazione, secondo il senatore, è difficile e non va nascosta. «A Varese, Bergamo, Brescia, Monza e Brianza, in Valtellina, ma anche in Liguria e in Piemonte, c’è un’insofferenza forte e diffusa», ha affermato.
La fronda nordista cerca di riconquistare l’identità storica del partito
La strategia per il futuro della Lega
Romeo ha anche criticato il rapporto con Roberto Vannacci, ex segretario della Lega. «Prima ce lo siamo accollato per recuperare un po’ di voti, sebbene facesse discorsi spesso scarsamente condivisibili, poi se ne è andato e si è portato via i suoi voti», ha detto. L’obiettivo della fronda nordista, composta da Romeo, Attilio Fontana e altri esponenti, sarebbe quello di abbandonare la rincorsa a Vannacci sul suo stesso terreno e recuperare l’identità storica del partito. «Dobbiamo tornare a parlare di fisco, burocrazia e federalismo. Dobbiamo essere il sindacato dei territori e valorizzarli», ha spiegato.
Romeo ha anche annunciato che continuerà a rilanciare «i nostri temi, i nostri ideali leghisti, il nostro volerci prendere cura del territorio senza pensare ad altro». «Spero si capisca che io amo la Lega», ha concluso, sottolineando il suo impegno per il partito. La situazione interna della Lega appare sempre più complessa, con una leadership in difficoltà e una base elettorale in declino. La sfida per il futuro del partito sembra essere sempre più ardua, con la necessità di trovare una strada diversa per riconquistare la fiducia dei propri elettori.



