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domenica 27 Settembre 2026

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Salute

Stile di vita sano riduce il rischio di diabete anche in chi ha predisposizione genetica

Nuovi dati dimostrano che dieta sana e attività fisica possono ridurre il rischio di diabete, anche in chi ha geni a rischio.

Una ricerca presentata al congresso annuale dell’EASD a Milano ha rivelato che un stile di vita sano, basato su una dieta povera di alimenti ultraprocessati e su un’attività fisica regolare, può ridurre significativmente il rischio di diabete tipo 2, anche in chi ha una forte predisposizione genetica. L’indagine, condotta su quasi 57 000 partecipanti al progetto UK Biobank, ha seguito i soggetti per un periodo medio di 7,8 anni, durante i quali 926 hanno ricevuto la diagnosi di diabete. I risultati mostrano che modificare i comportamenti alimentari e fisici può avere un impatto sostanziale sulla salute, indipendentemente dal background genetico.

Dieta e movimento riducono il rischio di diabete

Lo studio ha analizzato l’effetto di diversi fattori, tra cui l’assunzione di alimenti ultraprocessati e l’attività fisica. I dati indicano che un aumento del 10 % nella quota di cibi ultraprocessati è associato a un incremento del 7 % del rischio di diabete. Al contrario, chi ha mantenuto un apporto inferiore all’11 % del peso totale alimentare ha visto ridurre il rischio del 35 %, anche tra i soggetti con la più alta predisposizione genetica. L’attività fisica regolare, in linea con le linee guida dell’OMS, ha ridotto il rischio complessivo del 39 %, con un effetto protettivo anche nei gruppi a maggior rischio genetico.

La combinazione di dieta sana e attività fisica ha effetti sinergici. Nei partecipanti con elevata predisposizione genetica, il modello “basso consumo di ultraprocessati + attività fisica conforme alle raccomandazioni” ha ridotto il rischio di diabete del 49 %. Per chi aveva un rischio intermedio, la riduzione è stata del 70 %, mentre per chi aveva una bassa predisposizione il beneficio è stato del 59 %. In termini assoluti, la combinazione ha potuto dimezzare la probabilità di insorgenza della malattia.

Un’alternativa alla genetica

La ricerca sottolinea che il ruolo della genetica non è insuperabile. Anche se alcuni individui hanno una predisposizione genetica elevata, modificare lo stile di vita può ridurre significativamente il rischio di sviluppare il diabete. L’indagine ha evidenziato che l’effetto protettivo dell’attività fisica è indipendente dalla dieta, e viceversa. Questi dati rappresentano un’importante conferma per chi cerca di adottare comportamenti salutari per prevenire malattie croniche. La suscettibilità genetica al diabete è stata calcolata mediante score poligenico. Gli autori sottolineano che, pur trattandosi di uno studio osservazionale, i risultati confermano le attuali raccomandazioni di una dieta più sana e di un’attività fisica costante per la prevenzione o il ritardo del diabete tipo 2. Come afferma Wenxin Xu, della City University of Hong Kong, “i geni non determinano il nostro destino”.

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