Un progetto nato da due ‘cervelli in fuga’
Due giovani ravennati, Ylenia Magnani e Ilario Jacopo Salvemini, hanno dato vita a Turbe Giovanili, un’associazione nata da un’idea di due ‘cervelli in fuga’ che hanno lasciato il Paese alla ricerca di nuove opportunità. Il progetto si propone come uno spazio per sentirsi parte attiva della città, basandosi su un’idea semplice ma profonda: dare voce ai giovani e riconoscerli come protagonisti del loro territorio. L’associazione, nata nel 2019, ha visto un’espansione significativa nel 2024, quando è diventata un’associazione formale. Da settembre 2025, il progetto ha preso una forma più seria, coinvolgendo migliaia di persone in diverse città della Romagna. La spinta che traina Turbe Giovanili nasce da una certa frustrazione, un non sentirsi riconosciuti soprattutto per gli under 35.
Eventi e format per il confronto e la socializzazione
Tra i progetti ideati dall’associazione ci sono le “Turbe da Passeggio”, un format che unisce passeggiate, scoperta del territorio, socializzazione e momenti di confronto. Il gruppo in questo anno ha realizzato anche gli “Open Mic Turbati”, serate pensate per dare spazio ai giovani e alla loro creatività attraverso musica, stand-up, poesia, racconti e altre forme di espressione. Questi eventi hanno ricevuto oltre 100 candidature, dimostrando un forte interesse da parte della comunità.
Il tentativo è di avvicinare il pubblico che ci segue a consumare tramite un sistema di agevolazioni conveniente che permetta, allo stesso tempo, di dare una mano a chi oggi è più in difficoltà. L’associazione si è però spinta oltre cercando di dare un proprio contributo e supporto alle attività del centro storico. Quest’anno è stata lanciata la Turbe Card, un circuito di convenzioni che ha coinvolto oltre 70 esercenti e professionisti tra Ravenna, Forlì e il resto della Romagna. L’obiettivo è di sostenere i negozi del centro, creando un legame tra l’associazione e la comunità locale.
L’idea di Turbe Giovanili nasce da un desiderio di socializzazione e confronto, ma cercando di limitare la superficialità dell’intrattenimento più tradizionale. “Sarebbe molto più facile per noi fare soldi facendo festa, ma il nostro obiettivo è stimolare la nostra generazione a essere protagonista nei propri territori”, conclude il fondatore. Ravenna, una città piccola, è un grande laboratorio in cui poter sperimentare e pensare di replicare su altri territori. L’associazione, con i suoi format e iniziative, rappresenta un’esperienza di crescita e di coinvolgimento per i giovani, che si sentono finalmente riconosciuti come parte attiva della città.



