Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 631 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’industria automobilistica, con l’obiettivo di sostenere la competitività della filiera e l’innovazione tecnologica. L’annuncio è stato reso noto il 28 settembre 2026 da Roma, attraverso un comunicato, in cui il ministro Adolfo Urso ha sottolineato l’importanza della ricerca per il futuro del settore. I fondi sono destinati a progetti con impatto tecnologico rilevante, con l’obiettivo di accompagnare le imprese nella riconversione verso tecnologie ad alta intensità di ricerca e sviluppo.
Collaborazioni tra imprese e centri di ricerca
Il fondo, stanziato attraverso un decreto direttoriale, è parte del piano più ampio previsto dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026. L’incremento del contributo diretto alla spesa è stato fissato a 10 punti percentuali per le piccole e medie imprese e gli organismi di ricerca, e a 5 punti percentuali per le grandi aziende, solo per progetti presentati in forma congiunta tra un’impresa e uno o più centri di ricerca. Questa misura mira a incentivare la collaborazione tra settore industriale e mondo scientifico, con l’obiettivo di accelerare l’innovazione e la sostenibilità.
Destinazione delle risorse e criteri di selezione
Il 40% delle risorse è destinato a progetti interamente realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, tra cui Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. Questa scelta riflette l’attenzione del governo verso l’equilibrio territoriale e lo sviluppo delle aree meridionali. I progetti devono prevedere costi ammissibili compresi tra 5 e 40 milioni di euro, e le spese ammissibili includono il personale impiegato in ricerca e sviluppo, strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, servizi di consulenza, acquisizione di brevetti e know-how, nonché spese generali e materiali relativi al progetto.
Se i fondi stanziati non saranno sufficienti per accettare tutti i progetti presentati, il Ministero predisporrà una graduatoria basata su indicatori di solidità economica e finanziaria delle aziende. L’accesso ai fondi avverrà attraverso un sportello online che aprirà alle ore 10.00 del 25 novembre 2026, gestito da Mediocredito Centrale in qualità di gestore del Fondo Crescita Sostenibile, insieme a partner bancari e scientifici. La piattaforma online permetterà alle imprese e ai centri di ricerca di presentare le loro proposte, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione e la competitività del settore automobilistico italiano. La misura è rivolta a imprese che esercitano attività industriali e di trasporto, comprese quelle artigiane, e ai centri di ricerca. Gli organismi di ricerca possono partecipare ai progetti congiunti in qualità di co-proponenti, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra settore industriale e mondo scientifico. L’incremento del contributo dovrà rispettare i massimali previsti a livello UE, garantendo la conformità con le normative europee.
- 631 milioni di euro per progetti di ricerca e sviluppo nell’industria automobilistica
- Contributi diretti fino al 50% per la ricerca industriale e al 25% per lo sviluppo sperimentale
- 40% delle risorse destinato al Mezzogiorno
- Progetti con costi compresi tra 5 e 40 milioni di euro
Le spese ammissibili includono il personale impiegato in ricerca e sviluppo, strumenti e attrezzature di nuova fabbricazione, servizi di consulenza, acquisizione di brevetti e know-how. La misura è volta a sostenere la competitività della filiera automobilistica, con un focus su tecnologie avanzate e sostenibilità. L’obiettivo è accompagnare le imprese nella riconversione verso soluzioni ad alta intensità di ricerca e sviluppo, anche a potenziale dual-use.



