La supervisione umana non è più sufficiente per garantire la sicurezza e l’affidabilità degli agenti AI, ma non è obsoleta. Questo cambiamento nel rischio non è avvenuto all’improvviso, ma è il risultato di un progresso tecnologico che ha reso gli agenti AI più potenti e più veloci. Oggi, alcuni di questi agenti possono disporre di privilegi estesi che permettono loro di modificare, pubblicare e implementare contenuti e sistemi senza intervento umano. La velocità con cui operano rende difficile per gli esseri umani individuare e correggere errori, che possono propagarsi rapidamente all’interno dei sistemi aziendali.
Agenti AI e rischi crescenti
Gli agenti AI, soprattutto quelli con privilegi non limitati, possono accedere a tutti i dati presenti nell’ecosistema di un’organizzazione, compresi quelli non strutturati. Questi dati, spesso dimenticati o non adeguatamente protetti, diventano potenzialmente accessibili agli agenti, aumentando i rischi per l’integrità delle informazioni. Inoltre, gli agenti possono aggirare le misure di governance tradizionali, basate sugli endpoint e sulle identità, rendendo necessaria una strategia di sicurezza più granulare. Con un sistema di ripristino di precisione, un errore dell’AI non deve necessariamente trasformarsi in una crisi che coinvolge l’intera azienda. È possibile annullare solo le modifiche errate, evitando interruzioni e costi collaterali. Questo approccio, che si basa sulle modifiche e non sul sistema, è diventato indispensabile. Gli errori degli agenti AI non sono limitati a semplici sbagli, ma possono influenzare direttamente le operazioni aziendali, come transazioni perse o workflow interrotti.
Ripristino orientato alle modifiche
Le organizzazioni devono anticipare questi scenari, non solo reagire dopo un errore. Il pulsante “Annulla”, sviluppato per correggere gli errori umani, deve essere esteso anche agli agenti AI. Questo richiede un cambio di paradigma: spostare i processi di ripristino da un approccio incentrato sul sistema a uno orientato alle modifiche. Solo in questo modo sarà possibile gestire gli errori con maggiore precisione e ridurre i rischi associati all’uso dell’AI.
Nonostante la supervisione umana rimanga un elemento cruciale, non è più sufficiente da sola. Gli agenti AI operano alla velocità delle macchine e possono agire in modo che non è possibile seguire con la mente umana. Per questo motivo, è necessario un sistema di ripristino che permetta di identificare e correggere gli errori in tempo reale, evitando danni significativi all’operatività aziendale. La governance tradizionale non è più adatta a gestire gli agenti AI. Gli agenti possono aggirare le misure di sicurezza basate sugli endpoint e sulle identità, rendendo necessaria una strategia più granulare. Un sistema di ripristino orientato alle modifiche è diventato indispensabile. Questo approccio permette di annullare solo le azioni errate, riducendo i costi e i danni collaterali.
La velocità con cui gli agenti AI operano rende difficile per gli esseri umani individuare e correggere errori. Inoltre, questi errori possono apparire del tutto corretti all’esterno, causando danni prima che venga riconosciuta la loro origine. Per questo motivo, è necessario un sistema di ripristino che permetta di identificare e correggere gli errori in tempo reale, evitando interruzioni e costi significativi.



