La disponibilità dei farmaci in Italia si presenta come un tema strategico, con oltre 2.500 medicinali in carenza, di cui 1 su 5 senza equivalenti. Il fenomeno, analizzato nel nuovo dossier dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), mette in luce una situazione complessa, legata a dinamiche globali e a sfide locali. La carenza di farmaci non rappresenta un’emergenza immediata, ma segnala una fragilità delle catene di approvvigionamento e un rischio crescente per la salute dei cittadini.
Un quadro articolato di carenze
Secondo i dati pubblicati da Aifa, i medicinali autorizzati e commercializzati in Italia sono oltre ventimila. Tra questi, circa 2.500 sono indicati come temporaneamente carenti. La maggior parte di questi farmaci, però, dispone di equivalenti o alternative terapeutiche, che permettono di garantire la continuità delle cure. Solo una minoranza, corrispondente a circa 600 medicinali, non ha alternative e richiede l’autorizzazione all’importazione dall’estero.
La maggior parte dei farmaci in carenza ha alternative valide
Il dossier Aifa sottolinea che, sebbene alcuni medicinali non disponibili non abbiano equivalenti, in molti casi esistono alternative terapeutiche. Queste alternative, a base di principi attivi diversi ma con la stessa indicazione terapeutica, permettono di mantenere la cura senza interruzioni. Il presidente Aifa, Robert Nisticò, ha sottolineato che “quando si parla di carenze di medicinali è importante partire dai numeri e non dalle percezioni”. La stragrande maggioranza dei farmaci in carenza, infatti, non rappresenta un problema critico per la salute dei pazienti.
Le cause delle carenze: globalizzazione e politiche internazionali
Le carenze di farmaci sono il risultato di una serie di fattori complessi, tra cui la globalizzazione della filiera farmaceutica, le tensioni geopolitiche e le politiche commerciali internazionali. La produzione di principi attivi è concentrata in Paesi come Cina e India, che rappresentano circa due terzi della capacità produttiva mondiale. Problemi di qualità, interruzioni produttive, calamità naturali e restrizioni commerciali possono avere ripercussioni immediate sulla disponibilità dei medicinali in Europa.
Il Most Favored Nation e i rischi per l’Italia
Un altro fattore critico è il sistema del Most Favored Nation (M.F.N.), introdotto negli Stati Uniti e applicato a diversi Paesi, tra cui l’Italia. Questo meccanismo, che mira a allineare i prezzi dei medicinali venduti nei programmi Medicare e Medicaid, potrebbe ridurre gli incentivi per l’innovazione e la produzione in Italia. L’Aifa ha evidenziato come il rischio è che le aziende farmaceutiche evitino di introdurre nuovi farmaci sui mercati degli otto Paesi di riferimento, per non subire automatici ribassi di prezzo negli Stati Uniti.
Strumenti per prevenire e gestire le carenze
Per affrontare le carenze di farmaci, l’Aifa ha messo in atto diversi strumenti, tra cui il Tavolo Tecnico Indisponibilità, istituito nel 2015, e la piattaforma DrugGhost, sviluppata nel 2019 in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (Sifo). Questi strumenti permettono di monitorare e prevedere le carenze, garantendo la continuità delle cure. Inoltre, l’Aifa può intervenire con provvedimenti temporanei di blocco dell’export per specifici medicinali, quando necessario. La sostenibilità economica delle produzioni farmaceutiche è un tema centrale, con la pressione sui prezzi e sui margini che scoraggia gli investimenti produttivi. L’Aifa ha sottolineato come la riduzione dei margini possa ridurre il numero degli operatori presenti sul mercato e aumentare il rischio di carenze. Per questo, l’Agenzia promuove percorsi di rinegoziazione mirati e rapidi per i farmaci a rischio di carenza, con l’obiettivo di garantire la permanenza sul mercato di medicinali essenziali.



