Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

lunedì 28 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cronaca nera

Un giovane lupo ucciso, associazioni lanciano appello per trovare i responsabili

Associazioni denunciano atti illegali contro lupo protetto, offrono 10mila euro per chi aiuterà a trovare i responsabili

Un giovane lupo è stato probabilmente ucciso a colpi di fucile in zona Minghetta, a Viano (Reggio Emilia), e le associazioni ambientali hanno lanciato un appello per trovare i responsabili dell’atto, considerato un atto vigliacco e illegale. L’animale, una specie protetta dalla legge, è stato trovato negli scorsi giorni e la notizia è stata condivisa sui social da Nello Borghi, che ha pubblicato un post con foto e una richiesta di aiuto. L’appello, che offre 10mila euro a chi darà indicazioni alle autorità per denunciare i responsabili, è stato lanciato in collaborazione con il Centro Fauna Selvatica Il PETTIROSSO di Modena e l’associazione Gli orsi della luna.

Legge 157/1992 e protezione della fauna selvatica

Il lupo è una specie protetta dalla Legge 157/1992, che tutela espressamente la fauna selvatica e punisce l’abbattimento illegale di un esemplare. Nello Borghi ha sottolineato che l’uccisione di un giovane lupo non è solo un atto violento, ma una violazione di una legge che esiste per proteggere la natura. “Non è un bersaglio. Non è un animale da eliminare a colpi di fucile. È fauna selvatica protetta e patrimonio naturale del nostro territorio”, ha scritto Borghi nel post. L’associazione ha precisato che l’atto non è solo illegale, ma anche immorale, e che non può restare impunito.

Un appello per trovare i responsabili

Le associazioni hanno chiesto ai cittadini di aiutarle a identificare i responsabili dell’atto, che potrebbe essere un caso isolato o parte di un fenomeno più ampio. “La nostra è una piccola associazione – hanno spiegato – ma non riesce a girarsi dall’altra parte come fanno tanti politici responsabili di tutto ciò come fanno altre associazioni ben più grandi.” L’appello, che mira a trovare chi ha deliberatamente ucciso il lupo, è stato reso pubblico con un post su Facebook e con l’indicazione di un conto bancario per ricevere eventuali donazioni. “Chi volesse contribuire a fare crescere la ricompensa, potrà farlo con un bonifico”, si legge nel testo.

La causa dell’uccisione non è ancora chiara, ma si sospetta che possa essere legata a comportamenti illegali come l’abbandono di carcasse di animali per attirare i lupi vicino alle persone. “C’è chi abbandona resti di animali per attirare lupi e alcune capre predate, poco lontano un lupo abbattuto da un cacciatore”, si legge in un altro post. L’abbattimento di lupi, in particolare quelli con radiocollare, è un fenomeno che ha suscitato preoccupazione in diverse regioni, tra cui l’Alto Adige, dove si parla di un piano per uccidere un altro lupo. L’episodio di Viano, però, sembra essere un caso particolare, che ha suscitato reazioni forti da parte delle associazioni ambientali.

Le autorità competenti sono state informate del caso e si aspettano di ricevere ulteriori dettagli per poter aprire un’indagine. “Non sappiamo chi sia stato – si legge nel post – ma saranno le autorità competenti a stabilire con precisione cosa sia accaduto.” L’associazione ha anche sottolineato che l’atto non è solo un reato, ma un atto di violenza contro la natura e un’azione che mette in pericolo la conservazione della fauna selvatica. L’appello, quindi, non è solo un invito a trovare i responsabili, ma anche un richiamo alla responsabilità civile e alla protezione del patrimonio naturale.

  • Conto bancario: IT 90U0200812932000101505546 (Conto Unicredit)
  • Causale: EROGAZIONE LIBERALE
  • Postale: 69535433

Le associazioni hanno anche sottolineato che l’atto non è solo un problema legale, ma anche un problema sociale, che riguarda la gestione della fauna selvatica e la responsabilità dei cittadini. “L’abbattimento di un lupo non è un problema isolato, ma parte di un fenomeno più ampio che coinvolge la gestione del territorio e la tutela della natura”, hanno spiegato. L’appello, quindi, non è solo un invito a trovare i responsabili, ma anche un richiamo a riflettere su come si gestisce la fauna selvatica e come si protegge il patrimonio naturale del nostro Paese.

Leggi anche