La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha lanciato un avvertimento durante il suo discorso alla commissione economica del Parlamento europeo, sottolineando come i tassi a lungo termine in aumento stiano frenando la crescita economica più di quanto previsto. «Dalla nostra ultima riunione i tassi di interesse a lungo termine sono aumentati notevolmente», ha detto, aggiungendo che «questo rallenterà la crescita più di quanto stimato nelle proiezioni di settembre». La crescita, pur mostrando una certa resilienza, si trova ora a fronte di un contesto macroeconomico in evoluzione, con un impatto significativo sui mercati finanziari e sull’occupazione.
Intelligenza artificiale e investimenti
La presidente ha anche sottolineato l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale (AI) come fattore chiave per la trasformazione dell’economia europea. «L’AI ha il potenziale per aiutare le imprese a produrre di più e, nel tempo, una maggiore produttività potrebbe abbassare i costi», ha spiegato, sottolineando che «a parità di altre condizioni, questo dovrebbe ridurre le pressioni inflazionistiche a lungo termine». Tuttavia, Lagarde ha avvertito che «liberare pienamente il potenziale dell’AI richiederà investimenti sostanziali», e i fondi per innovazione, reti, centri dati ed energia sono ancora in ritardo rispetto agli Stati Uniti.
La diffusione da sola non è sufficiente, le aziende devono anche utilizzare l’AI in modo profondo ed efficace.
Secondo Lagarde, «oltre il 50% dei lavoratori utilizza già l’IA», ma «finora, nel complesso, le imprese continuano ad assumere». Tuttavia, la presidente ha messo in guardia sulle conseguenze di un uso troppo limitato o non efficace dell’AI. «L’obiettivo non è l’autosufficienza», ha precisato, «ma garantire che le funzioni critiche possano operare in qualsiasi circostanza». La questione centrale, ha aggiunto, è se «nell’lungo termine e per l’economia nel suo complesso l’AI completerà i lavoratori o li sostituirà». «Gli effetti precisi dell’AI restano incerti, ma l’incertezza non è un motivo per non agire», ha concluso, avvertendo le aule di Bruxelles.
Strategia e sfide future
La presidente ha anche sottolineato l’importanza di una strategia coerente per affrontare le sfide derivanti dall’adozione dell’AI. «L’Europa ha una reale opportunità di sfruttare questa tecnologia, ma il successo non è automatico», ha puntualizzato, definendo l’AI «una forza trasformativa» in grado di «rimodellare i processi di produzione, i modelli di business e le strutture in tutta l’economia». Tuttavia, solo il 7% delle aziende fa un uso forte di queste innovazioni, sebbene un 38% ne dichiari un utilizzo almeno moderato.
Dobbiamo creare le condizioni affinché l’AI aumenti la produttività e gli standard di vita, e dobbiamo garantire la nostra sovranità nell’AI.
«Possiamo vedere solo a breve distanza davanti a noi, ma possiamo vedere molto che deve essere fatto», ha chiosato, avvertendo le aule di Bruxelles che «gli effetti precisi dell’AI restano incerti, ma l’incertezza non è un motivo per non agire».



