Da Pordenone a tutta la provincia, il commercio locale vive una crisi senza precedenti. Negli ultimi sei anni, 32 bar hanno chiuso le porte, con un calo del 17,8% nel numero di esercizi attivi. L’ufficio economico di Confesercenti, basandosi sui dati di InfoCamere, ha reso noto il quadro preoccupante del settore, che colpisce in modo particolare il capoluogo. La città ha perso quasi un quinto dei suoi bar, passando da 180 a 148 attività, con un impatto economico stimato in circa 30 milioni di euro per l’intero territorio.
Un calo record in un settore chiave
Il comparto dei bar a Pordenone registra una flessione record, superiore sia alla media regionale dei capoluoghi (-14,3%) che a quella nazionale (-15,6%). L’associazione Confesercenti ha sottolineato che il calo è legato all’esplosione dei costi fissi, come affitti, energia e gestione, che hanno colpito duramente i locali nel centro urbano. Perdere quasi il 18 per cento dei bar cittadini in sei anni significa spegnere le luci dei luoghi storici di aggregazione della città, ha dichiarato Alberto Cicuta, presidente provinciale Confesercenti e direttore regionale FVG.
Una crisi che colpisce il tessuto sociale
Le chiusure non riguardano solo attività commerciali, ma toccano anche i luoghi di incontro e di vita quotidiana. La paninoteca Louis e il locale Mezza Libbra, che ha sostituito lo storico negozio di biciclette Cevolin, sono solo alcuni esempi di un fenomeno che ha reso più difficile la sopravvivenza dei piccoli esercizi. L’effetto si sente anche sul tessuto sociale: ogni bar che chiude lascia una strada più buia, meno attrattiva e meno sicura per l’intera comunità. Se nel capoluogo la situazione è drammatica, nei comuni limitrofi la contrazione è meno marcata. La rete dei bar fuori dal centro ha dimostrato una maggiore resilienza, con una flessione del 11,4%, passando da 599 a 531 imprese. Tuttavia, anche in questi territori, la crisi del commercio locale non si arresta. L’intera provincia ha perso 100 imprese, con un calo del 12,8%. L’analisi di Confesercenti evidenzia un andamento a due velocità: il centro urbano subisce un impatto più forte rispetto ai comuni periferici.
La crisi del commercio locale a Pordenone rappresenta un segnale di allarme per l’economia regionale. L’associazione chiede interventi mirati e immediati per sostenere la rete di vicinato urbana, ritenendo che le politiche di sostegno siano indispensabili per salvaguardare i posti di lavoro e la vitalità dei quartieri. Il calo dei bar non è solo un problema economico, ma un segno di una trasformazione profonda nel modo in cui la città si relaziona con il suo tessuto commerciale e sociale.
- 32 bar chiusi in sei anni a Pordenone
- Calo del 17,8% nel numero di esercizi attivi
- Impatto economico stimato in 30 milioni di euro
- Costi fissi come affitti e energia colpiscono duramente i locali
La situazione richiede una riflessione approfondita e un intervento concreto per evitare che il fenomeno si ampli ulteriormente. La crisi del commercio locale a Pordenone non è solo un dato statistico, ma un segnale di una trasformazione che riguarda la vita quotidiana e la coesione sociale della città.



