Il 28 settembre 2026, gli Stati Uniti hanno restituito alla Siria 36 opere antiche, tra cui un rilievo funerario di Palmira, 14 mosaici e tre idoli siro-ittiti, per un valore complessivo superiore ai 5 milioni di dollari. La consegna, annunciata il 23 settembre dalla Procura distrettuale di Manhattan, è avvenuta durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, un momento cruciale per la Siria che cerca di ridefinire la sua posizione internazionale dopo la caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024.
Un passato di sequestri e distruzioni
Il rilievo funerario, realizzato a Palmira alla fine del II secolo d.C., è stato trafugato nel luglio 2021 insieme ad altri 22 reperti provenienti da Siria e Libano. Secondo gli investigatori, l’opera è stata successivamente trasferita a Dubai prima delle distruzioni inflitte dall’ISIS al sito archeologico tra il 2015 e il 2017. L’opera, che pesa oltre 450 chilogrammi, è uno dei 31 oggetti mediorientali e nordafricani che la Procura sostiene siano stati trafficati a New York da Georges Lotfi, antiquario libanese che ha collaborato in passato con l’Antiquities Trafficking Unit.
La restituzione rappresenta un passo significativo nella lotta al traffico di beni culturali. L’indagine ha portato al sequestro di 180 oggetti per un valore stimato di 70 milioni di dollari, con un divieto a vita per il collezionista Michael Steinhardt. Il mosaico, che raffigura le nozze tra Telete ed Eros, accompagnati da Afrodite e dalle Tre Grazie, è stato recuperato grazie a un’indagine che ha portato a un’operazione di grande rilevanza.
Un’azione internazionale contro il traffico
Contestualmente alla restituzione, la Procura di Manhattan ha annunciato il sequestro di altri 13 reperti dal Metropolitan Museum of Art di New York. L’operazione, parte della più ampia attività dell’Antiquities Trafficking Unit, ha portato al recupero di 402 antichità dal 2017, per un valore complessivo di 98,7 milioni di dollari. Dal momento della sua istituzione, l’unità ha recuperato più di 6.400 beni culturali, tra antichità, opere d’arte e libri rari, per un valore totale di circa 495 milioni di dollari.
La Siria, nel frattempo, cerca di riconquistare una posizione di rilievo a livello internazionale. Il presidente autoproclamato Ahmed al-Sharaa ha rivendicato la sovranità sulle Alture del Golan e ha chiesto il ritiro delle forze israeliane durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La restituzione arriva in un momento di intensa attività internazionale, con 15 antichità riconsegnate alla Grecia e 147 reperti restituiti a Turchia, Pakistan e Thailandia. La restituzione dei 36 reperti è un esempio concreto dell’impegno degli Stati Uniti nel contrastare il traffico di beni culturali. L’azione si inserisce in un contesto più ampio, in cui la Procura di Manhattan ha recuperato migliaia di opere, contribuendo a una maggiore tutela del patrimonio mondiale.



