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lunedì 28 Settembre 2026

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Task force Win2029 dell’EPP: tra centro e destra, il dibattito interno si fa acceso

L’EPP affronta tensioni interne su posizioni a destra e migrazioni, con dibattito tra centri e destra.

Il Partito Popolare Europeo (EPP) ha lanciato la task force Win2029 con l’obiettivo di definire la piattaforma elettorale per le elezioni del 2029. L’azione nasce in un contesto di crescente affermazione dei partiti populisti di destra in tutta l’Unione Europea, e segna un tentativo di anticipare le sfide politiche future. Il gruppo, guidato da Esteban González Pons e supervisionato da Manfred Weber, dovrà conciliare le posizioni di diversi partiti nazionali, tenendo conto delle differenti realtà politiche. I primi incontri si sono svolti in un ritiro a Sicilia ad ottobre, per poi proseguire con il congresso primaverile a Roma.

Politiche migratorie e terminologia più dura

Manfred Weber, presidente del partito, ha sottolineato che la nuova piattaforma dovrà essere “veritiera per gli elettori”, evitando discorsi vaghi e puntando su proposte concrete. In una sede a Bruxelles, ha espresso la necessità di una narrazione più decisa, con politiche migratorie più rigide, investimenti maggiori per Frontex e una terminologia più dura, come la sostituzione di “migrazione irregolare” con “migrazione illegale”. Queste scelte indicano una spinta verso posizioni più conservatrici, ma non ancora definitivamente a destra.

Le discussioni interne all’EPP rivelano una frattura crescente su come relazionarsi con i partiti di destra radicale. In Germania, la questione è particolarmente spinosa, con alcuni esponenti di Berlino che hanno iniziato a mettere in dubbio il tradizionale “firewall” contro l’Alternative für Deutschland (AfD), citando i recenti successi elettorali del partito. Al contrario, la maggioranza dei membri tedeschi dell’EPP a Bruxelles rimane ostile a qualsiasi forma di avvicinamento.

Divisioni interne e posizioni nazionali contrastanti

La realtà politica differisce da paese a paese: in Polonia e Romania ogni forma di cooperazione con la destra estrema è un “rosso di confine”, mentre in Spagna, Svezia, Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi i governi hanno già sperimentato alleanze pragmatiche con tali movimenti. Il dibattito è visibile anche nei verbali delle ultime sei mesi, dove i membri dell’EPP sono stati invitati a respingere le iniziative dei Patriots e a sostenere proposte analoghe provenienti dall’European Conservatives and Reformists (ECR), il gruppo che include il presidente italiano Giorgia Meloni.

Il dibattito interno si estende anche alle politiche sociali. Nel febbraio precedente, le ali di lavoratori, anziani e donne dell’EPP avevano proposto una risoluzione per rafforzare le protezioni sociali, ma le delegazioni austriache, finlandesi, tedesche e svedesi si erano opposte, sostenendo che tale orientamento contraddiceva le priorità di competitività. Analogamente, le discussioni su “budget di genere” in ambito sanitario hanno scatenato scontri tra parlamentari irlandesi, polacchi e lussemburghesi da un lato, e spagnoli e croati dall’altro, riflettendo la perdita di consenso su temi femministi.

Secondo le ultime cifre del 24 settembre 2026, più di 2.000 migranti vivono in un campo temporaneo a El Trampolín, evidenziando la complessità della questione migratoria per il partito. Il Parlamento ha recentemente approvato una modifica al bilancio a lungo termine, rimuovendo criteri verdi e di uguaglianza di genere su proposta della maggioranza di destra, nonostante l’impegno pubblico dell’EPP a mantenere una posizione centrista. Un altro caso emblematico riguarda la risoluzione sulla crisi migratoria a Ceuta, dove l’EPP ha deciso di sostenere una modifica dei Patriots per “includere” il gruppo, facilitando così il passaggio della proposta nonostante le riserve interne. Il gruppo dovrà produrre un programma che concili le esigenze dei numerosi partiti nazionali che compongono l’EPP, tenendo conto delle differenti realtà politiche.

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