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martedì 29 Settembre 2026

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Anna Castiglia: «Mi fa paura essere incasellata. Sanremo? Forse con la canzone giusta…»

Anna Castiglia parla del suo nuovo album e della ricerca dell’identità artistica. La cantautrice siciliana affronta le aspettative e la paura di essere etichettata.

Anna Castiglia, la cantautrice siciliana che ha conquistato il pubblico con il primo album Mi piace e la vittoria della Targa Tenco per la migliore opera prima, si confronta con le aspettative del suo secondo lavoro, La paura in tasca. L’uscita del disco, avvenuta il 29 settembre 2026, segna un passo importante nella sua carriera, ma anche un momento di riflessione su chi è e cosa vuole diventare. La cantante, con voce ironica e un tocco di ironia, racconta come il percorso artistico sia un continuo processo di scoperta, in cui non si riesce mai a definirsi completamente. «Io penso che sia un percorso continuo, capisci qualcosa in più ogni volta, però no, non posso dire di aver capito chi sono come artista», spiega, sottolineando come la ricerca dell’identità sia un tema profondo e universale.

Un’identità in costruzione

Il secondo album di Anna Castiglia, La paura in tasca, è stato concepito come un’evoluzione del primo, ma senza negare gli elementi che hanno reso il suo lavoro iniziale un successo. «Sicuramente non ho voluto fare delle copie di Ghali e U mari, dei miei singoli più fortunati, però mantenere quello spirito lì un pochino sì», spiega. L’artista ha cercato di bilanciare la libertà creativa con la coerenza con il pubblico, evitando di cadere in trappole comuni del mondo musicale. «Forse uno dei passaggi più difficili del famigerato secondo disco è anche capire quanto seguire la propria naturale ispirazione e quanto spazio dare alle cose che del primo hanno funzionato», afferma, rivelando come il processo di creazione sia stato un’esperienza complessa e spesso incerta.

Anna Castiglia ha espresso una preoccupazione comune tra artisti: la paura di essere etichettata. «A me fa paura l’idea di essere incasellata come, per forza, cantautrice siciliana, oppure, per forza, quella con gli occhiali», dice, riferendosi al suo stile visivo e alla sua origine regionale. L’artista ha scelto di non includere canzoni in dialetto nel nuovo album, pur avendone due escluse per ora. «Una era tutta in dialetto, molto particolare come canzone, una non-canzone, e l’altra invece è in italiano ma è ambientata in Sicilia», spiega, sottolineando come la decisione sia stata una scelta intenzionale per evitare di limitare la sua espressione artistica. Vorrei che passasse altro, non vorrei che ci fosse solo quello, aggiunge, mostrando una volontà di crescita e di non rimanere bloccata in un’unica immagine.

La scelta di non indossare gli occhiali

La scelta di non indossare gli occhiali nella copertina del disco è un altro esempio di questa ricerca di identità. «Invece gli occhiali, che sembrano un oggetto di scena, sono la mia quotidianità, li indosserò pure sul palco probabilmente, perché non ci vedo, quindi per forza», spiega, rivelando come l’aspetto visivo sia parte integrante della sua personalità, ma non la sua essenza. L’artista ha anche parlato del Festival di Sanremo, un evento che potrebbe rappresentare un trampolino di lancio per il suo lavoro. «Sanremo? Forse con la canzone giusta…», dice, mostrando una certa speranza ma anche una consapevolezza dei rischi e delle aspettative che accompagnano un’esperienza simile.

Il discorso di Anna Castiglia si conclude con una riflessione profonda su cosa vuole che rimanga del suo lavoro. «Vorrei che restassero un po’ di domande, quello è un po’ l’obiettivo: spingere chi ascolta a porsi delle domande, che è poi quello che faccio io continuamente», conclude. L’artista non cerca di dare risposte, ma vuole suscitare riflessione e curiosità, un’idea che si riflette anche nel titolo del suo album, La paura in tasca, un invito a confrontarsi con le proprie paure e a cercare una via d’uscita. Con questa nuova uscita, Anna Castiglia continua a esplorare il suo mondo interiore, senza mai smettere di cercare chi è veramente.

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