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martedì 29 Settembre 2026

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Cronaca nera

Depistaggio dei Ris? Procura di Pavia indaga su analisi Dna su bici di Stasi

Procura di Pavia indaga su possibili depistaggi nell’analisi Dna su bici di Stasi. Nuove analisi confermano risultati negativi.

La procura di Pavia ha aperto una nuova indagine per verificare eventuali irregolarità nell’analisi del Dna effettuata nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. Secondo i dati acquisiti dai consulenti della difesa di Stasi, erano state effettuate due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007, che hanno rilevato la presenza del Dna della vittima sui pedali, portando al fermo non convalidato del presunto assassino. Tuttavia, le analisi successive, effettuate dagli stessi consulenti, hanno confermato risultati totalmente negativi, mettendo in dubbio la correttezza delle prime analisi. La procura ha chiesto chiarimenti ai membri del Ris di Parma dell’epoca, sottolineando la necessità di ulteriori approfondimenti.

Analisi contrastanti e mancanza di documentazione

Secondo il procuratore Fabio Napoleone, i dati grezzi acquisiti dai consulenti della difesa hanno rivelato la presenza di contro-analisi, che hanno portato a risultati negativi. Tuttavia, tali analisi non sono state registrate nel fascicolo del processo, nonostante fossero disponibili. Il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007, attribuito alla vittima, era risultato totalmente negativo il 20 settembre 2007, quando lo stesso consulente ha effettuato nuove analisi. I risultati delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007 non sono mai stati documentati in alcun atto del procedimento, nonostante siano stati confermati da nuove analisi effettuate dalla procura.

La difesa di Stasi e la fiducia nel Ris

La difesa di Stasi sostiene che le analisi negative avrebbero scagionato il suo cliente già 19 anni fa, ma non sono state registrate nel fascicolo. L’ex capo del Ris di Parma, Luciano Garofano, ha espresso fiducia nei confronti dei suoi collaboratori, escludendo qualsiasi tipo di manipolazione o depistaggio. Non ci sarebbe stato alcun motivo per nascondere i risultati, ha affermato Garofano, sottolineando che le analisi sono state effettuate in contestualità e in presenza dei consulenti di parte. Tuttavia, la procura di Pavia ha espresso dubbi sulla completezza dei dati e ha richiesto ulteriori chiarimenti.

La procura ha anche sottolineato l’assenza di documentazione riguardo al cambio di pedali tra la bicicletta bordeaux e quella nera, un elemento sostenuto dalla parte civile ma mai confermato nelle sentenze dei processi a Stasi. La procura di Pavia ha definito tale ipotesi «una suggestione impercorribile», un «atto illogico e incongruente». Nonostante le dichiarazioni di Garofano, la procura ha espresso la necessità di ulteriori approfondimenti per chiarire eventuali irregolarità.

La questione ha suscitato preoccupazioni per la correttezza delle analisi effettuate nel 2007 e per la mancanza di documentazione. La procura di Pavia ha aperto una nuova indagine per verificare eventuali depistaggi o omissioni di atti d’ufficio, pur riconoscendo che l’inchiesta a carico degli ex specialisti dei carabinieri potrebbe essere difficile da portare avanti, considerata la prescrizione di tali reati. La situazione rimane in fase di chiarimento, con ulteriori indagini in corso per verificare la veridicità dei dati e la correttezza delle analisi effettuate.

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