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martedì 29 Settembre 2026

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Dove si muore di più a Viterbo: i comuni con tasso di mortalità più alto

Nuovi dati Istat svelano i comuni viterbensi con tasso di mortalità più elevato, analisi per comune.

La mortalità nel Viterbese si presenta in modo diverso a seconda dei comuni, come rivelano i dati Istat diffusi il 29 settembre 2026. La media provinciale si attesta al 12,7%, ma in alcuni territori questa percentuale è nettamente superiore. A Cellere, ad esempio, il tasso di mortalità raggiunge il 21,4%, il valore più alto tra i sessanta comuni della Tuscia. Questi dati mettono in luce una situazione demografica complessa, in cui l’età avanzata dei residenti e la mancanza di un ricambio generazionale influenzano in modo significativo i numeri.

Le aree con mortalità più elevata

Il tasso grezzo di mortalità, che indica il numero di decessi ogni mille abitanti in un anno, varia notevolmente tra i comuni. A Cellere, il valore è il più alto, seguito da San Lorenzo Nuovo con il 21,3% e Civitella D’Agliano con il 20,7%. Questi numeri riflettono un fenomeno diffuso in alcune aree rurali, dove la popolazione invecchia e il tasso di natalità rimane basso. L’effetto del progressivo spopolamento si fa sentire chiaramente in questi territori, con un aumento dell’età media dei residenti.

Il capoluogo, Viterbo, registra un tasso di mortalità del 11,8%, leggermente inferiore alla media provinciale. Questo valore, pur non essendo tra i più alti, indica un andamento più regolare rispetto ai centri più piccoli, dove i picchi sono più evidenti. La classifica dei comuni viterbensi mostra una netta differenza tra le aree rurali e quelle urbane. Mentre i comuni come Tessennano, con un tasso di mortalità del 3,5%, si collocano tra i più bassi, altri come Calcata, con il 6,6%, segnano un valore intermedio.

La demografia e i tassi di mortalità

La mortalità in alcuni comuni è legata al loro stato demografico. In piccoli borghi, dove la popolazione è anziana e il ricambio generazionale è limitato, i tassi di decesso sono più elevati. Al contrario, in aree con una popolazione più giovane, come Viterbo, il tasso di mortalità è inferiore alla media provinciale. Questi dati sottolineano una situazione di vecchiaia crescente in alcune zone, con conseguenze importanti per la struttura sociale e demografica della regione.

La pubblicazione dei dati Istat rappresenta un’occasione per comprendere meglio le dinamiche demografiche del Viterbese. L’analisi, condotta su tutti i sessanta comuni della Tuscia, mette in luce le aree con maggiore movimento di popolazione e quelle con livelli minimi. Questi numeri, pur non essendo una previsione, offrono un quadro chiaro della situazione attuale, utile per pianificare interventi mirati a migliorare la qualità della vita e la coesione sociale. La situazione nella Tuscia mostra una tendenza al progressivo spopolamento e alla mancanza di un marcato ricambio generazionale, dinamiche che tendono a far salire l’età media della popolazione residente. Questi fattori spiegano in parte la differenza tra i tassi di mortalità dei vari comuni. L’analisi dei dati Istat conferma una realtà complessa, in cui la demografia gioca un ruolo chiave nel determinare i numeri.

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