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martedì 29 Settembre 2026

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Cultura

Frank Horvat, un viaggio di fotografia e bellezza

Una mostra antologica a Roma celebra i settanta anni di carriera di Frank Horvat, fotografo di origine croato-ungherese.

Frank Horvat, fotografo di origine croato-ungherese, ha visto il suo lavoro esposto in una mostra antologica alle Terme di Caracalla a Roma, in occasione dei suoi settanta anni di carriera. L’esposizione, che si svolge dal 11 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, raccoglie alcuni dei suoi lavori più significativi, tra cui ritratti, reportage e scatti dedicati alla moda. La mostra, curata da Fiammetta Horvat e Mathilde Oudin dello Studio Frank Horvat, insieme al critico Nunzio Giustozzi, rappresenta un riconoscimento per l’importanza e l’impatto del lavoro del fotografo, che ha lasciato un segno indelebile nel mondo della fotografia italiana.

Un viaggio interiore e un’arte della bellezza

Frank Horvat ha sempre visto la fotografia come un mezzo per esprimere la verità personale e spirituale. «Il ritratto è sempre stato l’alfa e l’omega della fotografia», ha dichiarato in un’intervista. La sua ricerca, che si sviluppa attraverso anni di lavoro, ha portato a una continua evoluzione, da ritratti con luce naturale a scatti digitali. La bellezza, per Horvat, non è una rassicurazione, ma una differenza, un segno distintivo che si manifesta in modo imprevedibile e spontaneo. Esistono volti femminili da cui, mio malgrado, non riesco a distogliere lo sguardo, ha affermato, sottolineando l’attrazione che la fotografia esercita su di lui.

La mostra presenta opere come «Elena», scattata a Lugano nel 1945, e «Pietra gigante», realizzata ad Alcamo nel 1981. L’uso del digitale, come Photoshop, ha permesso a Horvat di esprimersi in nuove forme, senza mai abbandonare la sua ricerca ambiziosa e continua. La sua fotografia, che ha attraversato il Novecento, ha saputo trovare la misura dell’umanità, quella che lo ha preceduto e quella che oggi si affaccia con estasi e un po’ di intontimento davanti ai suoi seducenti lavori.

Un’arte che si confronta con il mondo

Horvat, autarchico e solitario, si pone agli antipodi di fotografi come Mario Dondero, che ha creduto nel ruolo sociale e politico della fotografia. Per Horvat, il fotoreportage è un’esperienza intima, un modo per trovare sé stesso e il mondo. «Da giovane mi sentivo intimidito dalla persona che si metteva davanti al mio obiettivo e mi chiedeva “Cosa devo fare?”», ha ricordato. La sua fotografia, che spazia da ritratti a reportage, è un viaggio interiore e contemporaneamente un racconto della bellezza femminile.

La mostra alle Terme di Caracalla, con il suo contesto storico e suggestivo, offre un giudizio della storia e un passo verso l’epica, dove la bellezza è una forma di canto e dichiarazione d’amore. Le fotografie – accolte dallo spazio antico – restituiscono così la medesima forza e capacità di resistere al tempo, proprio mentre il tempo stesso avanza senza requie alcuna fino a consumare ogni quotidiana energia che chiude ogni speranza all’avvicendarsi del tramonto. La mostra, con i suoi grandi pannelli e la sua suggestiva location, rappresenta un momento importante per la fotografia italiana, un omaggio a un maestro che ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’arte e della moda. Frank Horvat, nudo di fronte al mondo, ha sempre visto la fotografia come un mezzo per esprimere la verità, e la sua mostra alle Terme di Caracalla ne è la testimonianza più eloquente.

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