I funerali di Iris Zaya Perugini, la neonata di appena 4 mesi morta a seguito di una meningite fulminante, si sono svolti ieri mattina a Noventa Padovana. La piccola, arrivata in condizioni disperate in ospedale, ha trascorso le sue ultime ore di vita in terapia intensiva pediatrica, attaccata alle macchine, in uno stato di incoscienza. La meningite, una grave infezione che interessa le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale, ha causato danni irreparabili al corpo di una bimba così piccola e debole. La famiglia ha dato il via libero all’espianto e alla donazione degli organi, in modo che Iris possa continuare a vivere nel corpo di altri bimbi.
Un addio circondato dall’amore
Accanto al feretro, una piccola bara bianca, hanno trovato posto la mamma della piccola, Ambra, e tutti gli affetti più cari. La donna non ha mai lasciato sola la sua figlia, seguendola anche in solitaria nel tragitto del funerale. Centinaia di fedeli hanno riempito le navate della parrocchia santi Pietro e Paolo di via Roma, dove si sono celebrati i funerali. Tra i presenti anche il sindaco Marcello Bano, mentre a celebrare il rito c’è stato il parroco don Angelo Scarabottolo, che ha sottolineato come «la piccola Iris dovrà essere ricordata ogni giorno». Pur non essendo più in terra, circondata dall’amore dei suoi familiari, è salita in Cielo e ora come un Angelo veglia sui suoi cari.
La mamma: «L’amore non si divide, si moltiplica»
Dopo la fine del rito religioso, la mamma di Iris ha donato a tutti i presenti una foto della sua bimba, in segno di riconoscimento per la vicinanza e l’affetto ricevuti negli ultimi giorni di vita e soprattutto in quelli che hanno seguito il dramma. «L’amore non si divide, ma si moltiplica ogni giorno, Iris sarà sempre con noi», ha detto la donna, con un dolore composto ma profondo. La frase, semplice ma potente, ha colpito tutti i presenti, che hanno accolto il messaggio con un lungo applauso.
La meningite nei bambini molto piccoli può essere fatale anche in presenza di cure tempestive. I medici del nuovissimo ospedale Salus Pueri hanno provato tutte le terapie possibili, ma non è bastato. Le condizioni di Iris erano troppo gravi, e le macchine che avevano dato speranza sono state staccate quando si è capito che non c’era più niente da fare. Il giorno in cui chi voleva bene alla piccola l’ha lasciata andare, è stato il giorno delle lacrime, il giorno in cui la vita ha lasciato un segno indelebile nella comunità e nella famiglia.



