Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 29 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Malagò si candidò senza dichiarare requisiti: la FederCalcio accettò una candidatura incompleta

Malagò candidato senza tesseramento e requisiti: FederCalcio ignara o inadempiente?

La candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FederCalcio è emersa come un caso di mancanza di requisiti fondamentali, con la Federazione che ha accettato una documentazione incompleta. L’evento, verificatosi il 29 settembre 2026, ha sollevato preoccupazioni circa la correttezza delle procedure interne e la trasparenza del processo elettorale. Malagò, non tesserato per la Figc al momento della sua candidatura, ha presentato una documentazione che non rispettava i requisiti obbligatori per ricoprire qualsiasi carica. La mancanza di dichiarazioni sui requisiti di onorabilità e professionalità ha messo in luce una serie di lacune nella gestione della candidatura.

La candidatura di Malagò e la mancanza di tesseramento

Secondo i documenti ufficiali visionati da Il Fatto Quotidiano, la candidatura di Malagò è stata depositata senza alcuna prova del possesso dei requisiti richiesti. Il verbale di deposito, sottoscritto dal segretario generale Marco Brunelli, indica che l’avvocato Luca Bergamini ha presentato la candidatura per conto di Malagò, ma non è stato allegato alcun documento che attestasse il tesseramento o la conformità ai requisiti di onorabilità e professionalità. Questo ha reso la candidatura incompleta e potenzialmente illegittima.

La superficialità della FederCalcio

La FederCalcio ha accettato la candidatura di Malagò senza verificare i requisiti previsti dallo statuto federale e dai principi informatori. Secondo il documento, non è stata incluso neppure una semplice riga o accenno al possesso dei requisiti richiesti. Questo ha sollevato dubbi sulla correttezza delle procedure interne e sulla capacità della Federazione di garantire la trasparenza e l’effettiva conformità delle candidature. L’assenza di controlli ha reso la situazione ancora più delicata.

La mancanza di tesseramento è un requisito fondamentale per ricoprire qualsiasi carica nella FederCalcio. Il tesseramento è uno dei principi fondamentali su cui si regge l’intero ordinamento sportivo. La questione è emersa a seguito del ricorso dell’avvocato Renato Miele, che aveva provato a candidarsi senza averne i requisiti. La Procura generale ha respinto la difesa d’ufficio della FederCalcio e ha trasmesso gli atti al Coni per le opportune valutazioni.

La giunta e le decisioni future

Il presidente Buonfiglio ha chiesto un parere a quattro saggi, che dalle prime indiscrezioni confermerebbero l’obbligatorietà del tesseramento. Questo potrebbe alleggerire la posizione del diretto interessato, ma aggrava quella della Federazione. La giunta dovrà decidere se commissariare o meno la FederCalcio, in base alle informazioni raccolte. La mancanza di controlli e la superficialità nella gestione della candidatura di Malagò potrebbe rappresentare un problema significativo per la governance della FederCalcio. La situazione ha sollevato domande importanti sul modo in cui la FederCalcio gestisce le candidature e sul rispetto dei requisiti previsti. La mancanza di tesseramento e la non dichiarazione dei requisiti di onorabilità e professionalità hanno reso la candidatura di Malagò un caso di interesse pubblico. La FederCalcio dovrà rispondere a queste domande e dimostrare la sua capacità di garantire la trasparenza e l’effettiva conformità delle candidature.

Leggi anche