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martedì 29 Settembre 2026

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Cronaca nera

I raw data di Garlasco rivelano nuovi elementi nel caso Stasi

I file grezzi del 2007 rivelano contro-analisi non trasmesse, aprendo nuove possibilità per la difesa di Stasi

Il delitto di Garlasco torna al centro del dibattito a seguito dell’acquisizione dei raw data, i file digitali grezzi depositati dal RIS di Parma alla Procura di Pavia. Questi dati, registrati direttamente dai macchinari di laboratorio durante le analisi, hanno reso visibili elementi tecnici rimasti a lungo inediti, aprendo nuovi scenari sulle prove scientifiche e sull’impianto probatorio del caso. L’analisi di questi archivi, consegnati a distanza di quasi vent’anni dai fatti, ha permesso ai consulenti di rileggere le analisi del settembre 2007 alla radice, portando alla luce riscontri tecnici finora mai comparsi nei fascicoli dibattimentali.

Raw data: la “scatola nera” delle perizie

I raw data rappresentano la “scatola nera” irripetibile di ogni perizia, contenendo ogni singolo passaggio tecnico, i tentativi andati a vuoto e i parametri originali di misurazione. A differenza delle relazioni o dei grafici inseriti nelle perizie, i dati grezzi non sono filtrati né sintetizzati dall’operatore, documentando esattamente la tracciabilità temporale, i picchi allelici, le letture di fondo e tutti i test effettuati, inclusi quelli scartati o non verbalizzati. Questo dettaglio ha reso possibile l’emergere di informazioni cruciali per il caso.

Due contro-analisi non trasmesse

Dall’analisi delle corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 sono emerse due contro-analisi consecutive sul DNA dei pedali della bicicletta di Alberto Stasi, con esito negativo (pari a zero), eseguite appena un giorno dopo il primo test positivo e mai trasmesse all’autorità giudiziaria. Questi dati, non presenti nei fascicoli dibattimentali, hanno reso evidente una mancanza di trasparenza nella gestione delle prove. L’ipotesi di un errore materiale o di un possibile scambio di campioni è stata alimentata da un valore identico di concentrazione genetica femminile (2,78 ng/µl) sia sui pedali che sul cucchiaino della colazione di Chiara Poggi, esaminato nello stesso frangente.

La presenza del DNA della vittima sui pedali della bicicletta fu l’elemento che determinò il fermo di Stasi nel 2007 e uno dei cardini indiziari della successiva condanna. Sapere che esistevano contro-esami negativi non allegati mina la certezza scientifica della prova, aprendo nuove possibilità per la difesa di Stasi. I legali intendono utilizzare i raw data per chiedere formalmente la revisione del processo di condanna.

Le posizioni dei vertici del RIS

L’ex comandante del RIS, Luciano Garofano, ha escluso qualsiasi manipolazione o depistaggio, sostenendo che le attività peritali si svolsero nel contraddittorio delle parti e ribadendo la validità dei risultati finali presentati. Tuttavia, l’emergere di dati non trasmissi ha sollevato interrogativi sulla correttezza e completezza delle procedure. Mentre la Procura di Pavia valuta profili di indagine per falso o depistaggio a carico di ignoti, il caso di Garlasco si trova a un punto di svolta, con nuove prove che potrebbero modificare l’esito del processo.

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