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martedì 29 Settembre 2026

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Salute

Sanità in crisi: fuga dei medici e mancanza di attrattività nell’Asuit

Fuga di medici e mancanza di attrattività nell’Asuit: allarme del presidente dell’Ordine dei Medici.

Dopo il terremoto avvenuto all’ospedale di Cles, con le dimissioni di quattro professionisti, il presidente dell’Ordine dei Medici, Giovanni De Pretis, ha lanciato un allarme sulla fuga dei medici e sul calo di attrattività dell’Azienda Sanitaria Universitaria del Trentino (Asuit). L’evento ha rappresentato un chiaro segnale di allarme per il settore sanitario trentino, che si trova a fronteggiare una crisi diffusa e persistente. De Pretis ha sottolineato la necessità di aumentare gli sforzi per migliorare l’attrattività dell’azienda sanitaria e ha espresso preoccupazione per la mancanza di sinergia tra gli uffici dell’Asuit e dell’assessorato alla Salute.

La fuga dei medici e il crollo dell’attrattività

La situazione non riguarda solo l’ospedale di Cles, ma coinvolge l’intero sistema sanitario del Trentino. Da oltre un anno, i campanelli d’allarme si moltiplicano, segnalando una crisi che coinvolge reparti e professionalità diverse. L’ultimo episodio, con le dimissioni del primario Luigi Romano e dei suoi colleghi, ha rappresentato un ulteriore segnale di allarme. Il reparto ha perso due terzi del proprio organico medico, un dato che De Pretis ha definito una “bandierina rossa”.

Non ci si può permettere il lusso di non essere attrattivi. De Pretis ha sottolineato che il problema non è solo legato a questioni di rapporti con il vertice, ma a una serie di fattori che influenzano la capacità dell’Asuit di attrarre e trattenere i professionisti. Tra questi, la rigidità delle procedure, le risposte tardive e la mancanza di sinergia tra i diversi uffici.

La fuga dei medici non è più un fenomeno isolato, ma un segnale di una situazione più ampia.

Le critiche e le soluzioni

De Pretis ha evidenziato che il problema non è solo legato a questioni di rapporti con il vertice, ma a una serie di fattori che influenzano la capacità dell’Asuit di attrarre e trattenere i professionisti. Tra questi, la rigidità delle procedure, le risposte tardive e la mancanza di sinergia tra i diversi uffici. “Spesso, purtroppo, ci troviamo con delle eccessive rigidità oppure dei ritardi nelle risposte e qualche volta le modalità con cui ci si interfaccia non aiutano”, ha spiegato il presidente.

L’obiettivo dell’azienda sanitaria, secondo De Pretis, deve essere quello di creare le condizioni migliori possibili per permettere ai medici di lavorare bene e rimanere nel sistema pubblico. “Attraverso il sistema convenzionato possiamo fare ciò che il pubblico, da solo, non riesce a fare”, ha aggiunto il presidente. La fuga dei medici non è più un fenomeno isolato, ma un segnale di una situazione più ampia. La crisi sanitaria in Trentino ha conseguenze dirette sulle capacità di risposta del sistema. La mancanza di professionisti qualificati potrebbe compromettere la qualità dei servizi offerti ai cittadini. De Pretis ha espresso preoccupazione per il fatto che alcuni medici, anche giovani, decidano di andarsene per scegliere una modalità diversa, magari nel privato.

Occorre riflettere sul perché sia accaduto e se si sarebbe potuto evitare.

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