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martedì 29 Settembre 2026

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Sentenza Regeni, Tajani: «Limitata». Schlein: «Parole gravi»

Sentenza per Regeni, Tajani commenta: «Limitata». Schlein: «Parole gravi».

Dopo la sentenza della Corte d’Assise di Roma che ha condannato tre agenti dei servizi di sicurezza egiziani per l’omicidio di Giulio Regeni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito il verdetto «limitato», sottolineando che non è l’Egitto a essere condannato in quanto tale. La sentenza, emessa il 28 settembre 2026, ha visto condannati a dieci anni di carcere i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim, insieme al maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Tajani ha espresso stupore per le polemiche suscitate dalle sue parole, affermando che si è limitato a fotografare la sentenza e che la verità su chi ha ucciso Regeni deve essere pienamente chiarita.

La strategia dei difensori egiziani

I legali degli agenti condannati sono pronti a impugnare la sentenza in Appello, con l’obiettivo di farla annullare o modificare. Secondo quanto riportato dall’Ansa, i difensori contestano la possibilità per gli avvocati di imputati assenti di presentare ricorso senza una procura speciale firmata dagli stessi imputati. Questo passaggio potrebbe portare nuovamente davanti alla Corte costituzionale, con il rischio che si arrivi alla prescrizione, visto che il reato di sequestro di persona prevede un termine di dodici anni dai fatti.

Le dichiarazioni di Tajani hanno suscitato reazioni forti da parte delle opposizioni. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito «parole gravi» le affermazioni del ministro, sottolineando che la sentenza rappresenta un passo avanti dopo dieci anni di battaglia per la verità da parte della famiglia Regeni. Schlein ha criticato il tono di Tajani, che ha cercato di minimizzare l’impatto della sentenza, e ha sottolineato l’importanza di un governo che rispetti il diritto internazionale e la giustizia.

Reazioni politiche e critiche

Il deputato di Avs, Angelo Bonelli, ha chiesto le dimissioni di Tajani, accusandolo di «fare vergognare tutta l’Italia». Bonelli ha sottolineato che il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, continua a privilegiare i rapporti con l’Egitto e il petrolio, a scapito del rispetto per la giustizia e il diritto internazionale. «Basta con questo linguaggio e con un governo che ragiona secondo il motto “pecunia non olet”», ha detto.

La sentenza di Regeni rappresenta un momento cruciale per la giustizia italiana e per le relazioni con l’Egitto. Mentre i legali egiziani cercano di invertire la decisione, il dibattito politico si intensifica, con accuse di complicità e di mancanza di impegno verso la verità. La famiglia Regeni, dopo anni di lotta, spera che la sentenza possa portare a una piena luce su chi ha ucciso il ricercatore italiano. La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti, con Tajani che ha cercato di minimizzare l’impatto del verdetto, mentre le opposizioni, guidate da Schlein, hanno sottolineato l’importanza di un governo che rispetti la giustizia e non privilegi i rapporti economici a scapito del diritto internazionale. La famiglia Regeni, dopo anni di battaglia, spera che la sentenza possa portare a una piena luce su chi ha ucciso Giulio Regeni.

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