A ventotto anni dalla scomparsa di Bruno Munari, elleemmestudio presenta TUBO, un posacenere rotondo che sfida il Cubo, icona del design italiano del dopoguerra. Il progetto non si limita a un semplice restyling, ma propone una reinterpretazione che mette in discussione geometrie, funzioni e certezze del design. TUBO, il nome del nuovo oggetto, nasce come posacenere, ma la sua forma circolare suggerisce una possibilità d’uso più molteplice e fluida. L’operazione non è solo una scelta estetica, ma una dichiarazione sulla natura mutevole del presente.
Da Cubo a TUBO: una forma come presa di posizione
Il Cubo di Bruno Munari, disegnato nel 1957, rappresenta un simbolo del design italiano del dopoguerra e del miracolo economico. Realizzato in resina melamminica e alluminio, il posacenere di Munari condensa nella sua forma geometrica una fiducia in un ordine progettuale solido e definito. TUBO, invece, sceglie di muoversi nella direzione opposta, trasformando il quadrato in una forma circolare e la compattezza dell’originale in una struttura più aperta e fluida. “Il mondo di oggi ha più bisogno di curve che di spigoli”, spiegano Marco Tedesco e Ludovico Basharzad M., i designer di elleemmestudio.
La trasformazione del quadrato in cerchio non è solo una scelta estetica, ma una dichiarazione sulla natura mutevole del presente. Secondo Claudia Spinò, ricercatrice di design al Politecnico di Milano, il progetto può essere letto come un confronto tra la “realtà solida e strutturata del passato” e quella “dinamica e indefinita del presente”. Se Cubo riflette l’ottimismo e la razionalità progettuale degli anni del boom economico, TUBO si confronta con la “modernità liquida” di Zygmunt Bauman, rinunciando a ricondurre la complessità del mondo contemporaneo a forme semplici e definitive.
Un oggetto che interroga il design
La differenza passa persino attraverso il gesto progettuale: modificare un’icona significa accettare che nessun oggetto, per quanto riconoscibile e perfetto, debba essere sottratto alla possibilità di essere messo nuovamente in discussione. È in questa libertà critica che TUBO trova il proprio significato: non soltanto un nuovo posacenere, ma un piccolo oggetto attraverso cui interrogare il rapporto tra il design di ieri e quello di oggi. Il progetto di elleemmestudio non cerca quindi di sostituire Cubo, né di aggiornarlo secondo una logica puramente formale. Il nuovo posacenere utilizza piuttosto l’oggetto di Munari come punto di partenza per riflettere su quanto siano cambiate le coordinate culturali e produttive del design.
Dove Cubo rappresentava una struttura autosufficiente, TUBO si apre verso l’esterno; dove il primo costruiva una forma definita, il secondo accoglie l’impermanenza e la molteplicità. L’operazione di elleemmestudio è ribelle proprio perché interviene su un’icona senza considerarla intoccabile. Non una dissacrazione, ma un omaggio al vero insegnamento dei grandi maestri: la capacità del design di esercitare un pensiero critico e di interrogare la società.



