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mercoledì 30 Settembre 2026

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Cronaca

Bambina di due anni inghiotte fermaglio, salvata dai medici di famiglia

Bambina di due anni inghiotte un fermaglio e rischiò di soffocare, salvata dai medici di famiglia che intervennero con la manovra di Heimlich.

Una bambina di due anni ha rischiato di soffocare dopo aver inghiottito un fermaglio per capelli. L’emergenza è stata gestita in modo rapido e professionale da due medici di famiglia, Luisa Cappello e Francesco Magnanini, che hanno salvato la piccola con la manovra di Heimlich. La madre, straniera e non parlante italiano, ha avuto difficoltà a comunicare, rendendo l’intervento ancora più complesso. La situazione è avvenuta a Belluno, in un’area in cui la Medicina di Gruppo integrata “Belluno-Dolomiti” ha un ruolo chiave nel presidio sanitario locale.

Un episodio che ha scosso l’ambulatorio

La bambina, chiamata Sara (nome di fantasia), ha inghiottito un fermaglio e ha iniziato a vomitare sangue. La madre, in preda al panico, ha raggiunto l’ambulatorio della Medicina di Gruppo integrata “Belluno-Dolomiti” a Cavarzano, dove i medici hanno subito iniziato a intervenire. La mancanza di comunicazione ha reso la situazione estremamente critica, ma grazie all’aiuto del figlio adolescente, che parlava italiano, i medici hanno capito la gravità del caso.

La manovra di Heimlich ha salvato la vita della piccola.

Con la bimba in braccio, i medici hanno provato a rimuovere l’oggetto ostruente con le compressioni addominali, applicando la manovra di Heimlich. La situazione era estremamente tensionante, con i secondi che sembravano eterni. La bambina aveva un colorito cattivo e vomitava sangue, segno di un’emergenza in atto. Dopo un intervento decisivo, il fermaglio è stato estratto e la piccola è stata stabilizzata. L’ambulanza del 118 è arrivata in tempo, trovando la molletta già districata dalla faringe.

Un sistema in bilico e un futuro incerto

Il caso ha suscitato preoccupazioni anche sul ruolo delle Medicine di Gruppo integrate, che in Veneto sono 30, con 4 in provincia. A Belluno, la Medicina di Gruppo integrata “Belluno-Dolomiti” ha 12mila assistiti, tra cui 3-4mila over 65, seguiti da un team di 6 medici, 5 infermiere e 6 segretarie. Aperte 12 ore al giorno e 8-10 al sabato, queste strutture sono un punto di riferimento per la comunità. Tuttavia, Fabio Bortot, coordinatore del presidio, ha espresso preoccupazione per il futuro: i contratti dei medici scadono al 31 dicembre 2026, e non ci sono risposte definitive sul loro destino.

La stabilità del sistema sanitario locale è in discussione.

La situazione ha messo in luce la fragilità del sistema sanitario locale e la necessità di una gestione stabile e prevedibile. I medici di base, come Luisa Cappello e Francesco Magnanini, hanno dimostrato la loro professionalità e la loro capacità di reagire in situazioni di emergenza, salvando la vita di una bambina. La loro esperienza ha reso evidente l’importanza di un presidio sanitario accessibile e reattivo, in grado di gestire situazioni critiche con prontezza e competenza.

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