Il carcere di Teramo vive una situazione di grave emergenza, con un organico di polizia penitenziaria che non riesce a soddisfare le esigenze operative. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) ha espresso forte insoddisfazione per la proposta del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, che prevede solo cinque nuovi agenti per l’istituto. Un numero considerato del tutto insufficiente per rispondere alle criticità esistenti e per garantire un servizio adeguato. La situazione, già critica, si complica ulteriormente a causa di un deficit di personale che non permette di garantire la sicurezza e l’ordine all’interno dell’istituto.
Organico insufficiente e carico di lavoro elevato
Secondo il SAPPE, l’attuale forza operativa della Polizia Penitenziaria è di appena 170 unità, a fronte delle 221 previste, con una carenza di 51 operatori. L’istituto registra una presenza media di circa 460 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 255 posti. Il personale, quotidianamente chiamato a fronteggiare un carico di lavoro estremamente elevato, è costretto a garantire traduzioni presso i tribunali del Lazio, da dove proviene la quasi totalità dei detenuti, oltre ai numerosi servizi di accompagnamento e vigilanza presso le strutture ospedaliere. Il carico di lavoro non è mai stato così elevato, e il personale è costretto a ricorrere spesso al lavoro straordinario.
Strumentalizzazione del lavoro straordinario
La situazione si traduce in un pesante ricorso al lavoro straordinario, con ore di straordinario effettuate dal personale per garantire servizi essenziali. Tuttavia, in molti casi, queste ore non sono adeguatamente remunerate. A ciò si aggiunge la mancata liquidazione delle indennità di missione, con un ulteriore aggravio per gli operatori. La Polizia Penitenziaria, pur affrontando una significativa mobilità legata alle traduzioni e alle visite ospedaliere, sta garantendo con grande senso di responsabilità servizi indispensabili.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha sottolineato che la previsione di appena cinque nuove unità per Teramo non rappresenta una risposta alla situazione di grave sofferenza dell’organico. Se queste assegnazioni serviranno semplicemente ad assorbire gli operatori che nel frattempo andranno in pensione, è evidente che non ci sarà alcun effettivo incremento della forza disponibile. Il sindacato chiede interventi concreti, non solo una semplice compensazione del personale in pensione.
Il SAPPE conclude chiedendo che vengano finalmente definite e liquidate le spettanze dovute al personale per il lavoro straordinario e per le missioni. La sicurezza dell’istituto e la dignità professionale dei poliziotti penitenziari non possono essere affidate a una gestione dell’emergenza permanente. La situazione richiede un intervento urgente, che non possa limitarsi a semplici assegnazioni di personale. La mancanza di un organico adeguato non solo mette a rischio la sicurezza interna del carcere, ma anche la qualità del servizio reso al pubblico. Il SAPPE chiede quindi una revisione immediata della proposta di assegnazione e un aumento reale del numero di agenti a Teramo, in modo da garantire un servizio efficiente e rispettoso delle esigenze operative.



