CNA Unimpresa ha presentato dodici proposte per rafforzare la sanità pubblica, con un focus su fondi integrativi, durante un incontro con il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Giancarlo Bizzarri, e il presidente della Conferenza dei Sindaci, Francesco Soligo. L’iniziativa, svoltasi il 29 settembre 2026, ha visto l’associazione presentare un documento prodotto dall’Ufficio Studi, che analizza lo stato del sistema sanitario provinciale e propone soluzioni concrete per migliorare la continuità della medicina di base e la gestione del personale. L’obiettivo è creare un piano condiviso tra Comuni e Ulss 2 per gestire i pensionamenti in modo preventivo, evitando emergenze.
Le criticità del sistema sanitario
Le criticità principali riguardano soprattutto il personale, con alcune specialità che faticano a trovare medici disponibili a lavorare sul territorio. In alcuni comuni, la continuità della medicina di base non è ancora garantita, e una parte dei cittadini vive una fase di transizione nel proprio riferimento sanitario. Il direttore generale Bizzarri ha accolto con interesse il contributo, sottolineando l’importanza del dialogo con il territorio come risorsa preziosa per costruire una sanità di prossimità. Stiamo costruendo una sanità che mette la casa del paziente e la Casa di Comunità al centro del sistema.
Proposte per un modello condiviso
Una delle proposte più originali del dossier è l’idea di aprire un tavolo regionale sui fondi integrativi contrattuali, con l’obiettivo di creare un accordo pilota che permetta a queste risorse, oggi destinate prevalentemente a finanziare prestazioni private, di rafforzare il sistema sanitario pubblico. Secondo CNA Unimpresa, questo modello porterebbe benefici concreti a lavoratori, imprese e cittadini. Il presidente dell’associazione, Stefano Camarotto, ha spiegato le ragioni dell’iniziativa: «La salute dei lavoratori e degli imprenditori è una condizione che rende possibile il lavoro. Le imprese artigiane e le piccole imprese della Marca trevigiana non hanno reti di protezione sanitaria alternative a quella pubblica. Quando il sistema non risponde nei tempi giusti, i nostri associati pagano di tasca propria o rinunciano alle cure».
Il presidente della Conferenza dei Sindaci, Francesco Soligo, ha condiviso in particolare la proposta che coinvolge i Comuni. «I Comuni della Marca Trevigiana hanno un ruolo diretto e una responsabilità concreta nel garantire la continuità della medicina di base sul territorio» ha dichiarato. «Quando un medico va in pensione senza sostituto, il disagio ricade prima di tutto sulla comunità locale. La proposta di costruire un piano condiviso tra Comuni e Ulss 2 per gestire i pensionamenti distretto per distretto, prima che si trasformino in emergenze, è una proposta che condivido e che merita di essere sviluppata. I Comuni non possono essere spettatori: devono essere parte attiva della soluzione».
Il dossier registra risultati positivi: 15 Case di Comunità operative, un accordo in espansione con i medici di medicina generale, e buone performance sulle liste d’attesa, con il 93% delle visite urgenti erogate nei tempi previsti e uno sforamento che non supera i 5 giorni nei casi di ritardo. Tuttavia, il percorso è ancora lungo, soprattutto sul fronte del personale. Il documento, prodotto dall’Ufficio Studi, fotografa lo stato del sistema sanitario pubblico provinciale e avanza dodici proposte concrete di collaborazione tra imprese, istituzioni sanitarie e comuni.
«Siamo venuti qui per portare dati verificati e proposte concrete, nella convinzione che una sfida di questa dimensione non si affronti da soli» ha concluso Camarotto. L’iniziativa rappresenta un passo importante verso una sanità più inclusiva e sostenibile, con un focus su collaborazione e condivisione tra tutti i soggetti coinvolti.



