Il presidente di +Europa, Matteo Hallissey, ha sottolineato l’importanza del congresso nazionale del partito, in programma dal 4 al 6 dicembre 2026, come momento cruciale per definire una direzione chiara e condivisa verso le elezioni del 2027. L’obiettivo è rafforzare l’identità del partito e riconquistare credibilità, unità e slancio politico. Tra i temi prioritari, il sostegno all’Ucraina, la sanità, i servizi pubblici e l’impatto dell’intelligenza artificiale emergono come le sfide più urgenti per il futuro dell’Unione europea.
Un impegno concreto per l’Ucraina
Il sostegno all’Ucraina, pur essendo un tema centrale per +Europa, rischia di diventare divisivo nella prossima campagna elettorale. Hallissey ha sottolineato che è necessario mantenere un impegno unitario e concreto, traducendo il sostegno in una politica chiara e coerente. La presenza del partito a Kiev potrebbe avere un valore simbolico e politico, ma ciò che conta è la capacità di garantire un sostegno duraturo e condiviso. Il rischio, però, è che con l’avvicinarsi delle elezioni e il riemergere di toni populisti, l’impegno per l’Ucraina possa essere escluso dai programmi delle coalizioni se non si combatte il ricatto populista. Il congresso deve diventare il luogo dove fare chiarezza su tutti questi temi e ridare slancio all’azione politica. L’obiettivo è che +Europa arrivi alle elezioni del 2027 con un’identità più forte e riconoscibile, unita attorno a obiettivi condivisi. Le alleanze sono uno strumento, non un’identità. Prima vengono le idee, le battaglie e la visione per l’Italia e per l’Europa.
La riforma delle istituzioni europee
Per rafforzare l’identità e la credibilità dell’Unione europea, Hallissey ha indicato la necessità di riforme chiave, tra cui l’elezione diretta del presidente della Commissione europea. Questo passaggio, pur non essendo sufficiente da solo, è un primo importante per restituire forza e legittimità democratica alle istituzioni. Inoltre, serve superare il diritto di veto, che troppo spesso ha condannato l’Europa all’impotenza quando era necessario agire con rapidità e unità.
Non siamo e non saremo mai il “partitino dei diritti civili”. Piccoli o grandi, tanti o pochi, la nostra missione non cambia: la lotta nonviolenta per la libertà della persona, a 360 gradi. Una libertà da conquistare e difendere ogni giorno, dentro e fuori le istituzioni, oltre gli steccati ideologici e oltre i confini nazionali. L’UE deve raccogliere un testimone importante e ricoprire lo spazio lasciato vacante dagli Stati Uniti, che, pur con tante contraddizioni, si sono fatti custodi della democrazia liberale e delle istituzioni internazionali per lungo tempo. Per farlo, però, deve diventare finalmente un vero soggetto politico. Non si tratta solo di riforme istituzionali, ma di una trasformazione culturale e politica che permetta di agire con unità e determinazione.
Per molti elettori +Europa resta identificata soprattutto con le battaglie sui diritti civili. Come può rafforzare la propria proposta su lavoro, welfare e trasformazioni tecnologiche senza perdere la propria identità? Come ricordava spesso Emma Bonino, i diritti civili sono anche diritti sociali. E credo che oggi nessuna forza progressista possa permettersi di mettere gli uni in competizione con gli altri. La nostra bussola deve essere la libertà nella responsabilità.



