Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 30 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Politica

Indagine su certificati anti-Cpr, tensione tra magistrati e centrodestra: la deputata Ghirra chiede chiarimenti alla Camera

Tensione tra magistrati e centrodestra per l’acquisizione delle chat della deputata Ghirra nell’inchiesta sui certificati anti-Cpr.

La tensione tra magistrati e centrodestra si fa più forte nell’ambito dell’inchiesta sui certificati “anti-Cpr”, un tema che ha suscitato dibattito e preoccupazioni nel settore sanitario e politico. La deputata di Avs Francesca Ghirra ha chiesto chiarimenti alla Camera dopo che le chat della parlamentare sono state acquisite durante un’indagine su medici sospettati di falsificare certificati per evitare la detenzione di migranti irregolari nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). La vicenda, che si svolge sotto gli occhi del Viminale, ha acceso dibattiti su diritti, privacy e libertà di espressione, con il rischio di un cortocircuito nel centrodestra.

Indagine sui certificati anti-Cpr, tensione tra magistrati e opposizione

L’inchiesta, condotta dalla Procura di Ravenna, ha portato all’acquisizione delle chat della deputata Ghirra e della senatrice Ilaria Cucchi con il medico infettivologo Nicola Cocco, unico indagato in questa fase. Le conversazioni, che riguardano le attività ispettive delle parlamentari nei Cpr, sono state estratte senza l’autorizzazione prevista dall’art. 68 della Costituzione, un atto che ha suscitato reazioni forti da parte della deputata. Ghirra ha scritto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, per spiegare che la sua reazione non è motivata da timore, ma da una difesa delle prerogative di controllo e ispezione nei Cpr.

La Corte costituzionale ha già espresso un parere in precedenza su simili casi, come quello delle chat di Matteo Renzi nell’inchiesta sulla Fondazione Open. In quel caso, la Corte ha stabilito che l’acquisizione di chat senza autorizzazione è illegittima. Tuttavia, la Procura di Ravenna ha proceduto comunque, anche se non ha confermato la ricerca per parole chiave, come aveva riferito l’Ansa. Il dottor Cocco ha sottolineato che le chat sono state cercate una per una senza l’uso di filtri, un aspetto che ha alimentato le critiche del centrodestra.

La deputata Ghirra ha sottolineato la necessità di una iniziativa verso la Procura per ogni necessario chiarimento dei fatti.

La Consulta potrebbe decidere se l’acquisizione è conforme alla legge

La relatrice della questione sarà Antonella Forattini del Pd, mentre il Consiglio superiore della magistratura dovrà esaminare la richiesta di una pratica “a tutela” per la pm Angela Scorza. I magistrati di centrodestra e della corrente Magistratura indipendente si dicono preoccupati per le critiche troppo sferzanti rivolte alle indagini, che vengono definite “caccia alle streghe” e “criminalizzazione dell’atto medico”. La situazione si complica ulteriormente con l’ipotesi di un ricorso alla Consulta, che potrebbe decidere se l’acquisizione delle chat è conforme alla legge. Intanto, il Viminale e il centrodestra continuano a sostenere l’inchiesta come strumento per garantire la sicurezza e il rispetto delle norme, anche se i dati sugli effetti reali delle detenzioni nei Cpr restano controversi.

La deputata Ghirra ha sottolineato la necessità di una iniziativa verso la Procura per ogni necessario chiarimento dei fatti.

Leggi anche