Michele Placido, noto per il suo ruolo di Celestino V in un film tv, ha espresso emozione e soddisfazione per il progetto che lo vede protagonista. Il film, tratto dal libro di Maria Burani, racconta la storia dell’eremita della Maiella che, all’età di 84 anni, fu eletto papa nel 1294 e poi rinunciò al soglio pontificio dopo pochi mesi. Placido, che interpreta Pietro da Morrone, ha sottolineato come il personaggio sia raro e significativo, un uomo che ha dato un senso al lavoro. L’attore ha anche rivelato di aver quasi rifiutato la parte, ma il regista Edoardo Re lo ha convinto mostrandogli i luoghi e la neve che caratterizzano la storia.
Un personaggio che ha dato un senso al lavoro
Celestino V, noto per la sua rinuncia al potere, è stato un papa che ha sfidato le pressioni politiche del suo tempo. Il film si concentra sui due gesti che hanno lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa: la Perdonanza e la rinuncia al soglio pontificio. Placido ha espresso emozione nel trovare un personaggio raro, una figura che ha dato un senso al lavoro. L’attore ha anche sottolineato una coincidenza tra la sua biografia e quella di Celestino V: entrambi sono nati il 19 maggio, e lui è morto lo stesso giorno in cui è nato il papa.
Un film che trasmette emozioni
Il regista Edoardo Re ha spiegato che il film non è una lezione di storia, ma un’esperienza emozionante. L’obiettivo è trasmettere una storia attraverso le emozioni, permettendo al pubblico di immergersi nei mondi di Celestino V. Placido ha condiviso come, dal primo ciak, si sia reso conto di essere in una grande squadra. L’attore ha anche sottolineato l’importanza del lavoro di squadra e l’effetto che ha avuto sul film.
Il film, realizzato da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction, è in onda prossimamente su Rai1. Il film, che ha debuttato alla 78ª edizione del Prix Italia a L’Aquila, ha visto la partecipazione di attori come Giovanni Scifoni, che interpreta il narratore, e Giacomo Ferrara, che interpreta il confratello Roberto da Salle. Ferrara, abruzzese e cresciuto sulla Maiella, ha sottolineato l’importanza dei paesaggi montani che fanno da sfondo al film.
Placido ha rivelato di aver quasi rifiutato la parte, ma il regista lo ha convinto mostrandogli i luoghi e la neve che caratterizzano la storia. Il film si concentra sui due gesti di Celestino V, destinati a lasciare un segno profondo nella storia della Chiesa. Il primo è la Perdonanza, concessa il 29 agosto 1294 con la Bolla del Perdono, un atto che ancora oggi è al centro della tradizione aquilana. Il secondo è la rinuncia al pontificato, un atto senza precedenti: è la scelta di un uomo che rivendica la propria libertà di fronte alle pressioni politiche del suo tempo.
Il film, che si ispira al libro di Maria Burani, ha come tema centrale la figura di Celestino V, un papa che ha dimostrato coraggio e libertà di fronte alle pressioni del potere. Placido ha espresso soddisfazione per il risultato finale e per l’emozione che ha provato nel vivere questa storia. Il film, con le sue immagini e le sue narrazioni, rappresenta un’esperienza unica e significativa, che ha lasciato un’impronta profonda nel pubblico e negli attori coinvolti. Il film è stato realizzato con un budget limitato, ma l’effetto visivo e l’emozione raccontata sono stati significativi. Placido ha espresso gratitudine per l’esperienza e per la collaborazione con gli altri attori, che hanno scelto di prendere meno di quanto sarebbe stato loro dovuto, dimostrando il loro impegno e l’amore per la storia.



