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mercoledì 30 Settembre 2026

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Mura storiche di Gallipoli in pericolo: degrado e rischi per la città

Le mura di Gallipoli si degradano, rischi per la città e interventi in corso per il restauro.

Le mura urbiche di Gallipoli, simbolo del centro storico, si trovano in condizioni di degrado che preoccupano i residenti e mettono a rischio la sicurezza degli spazi circostanti. Il versante di scirocco, maggiormente esposto alle mareggiate, mostra segni evidenti di erosione, con pietre consumate, cavità e vegetazione che si insinua tra i blocchi secolari. Il sindaco Flavio Fasano ha avviato un confronto con il soprintendente Antonio Zunno per censire il patrimonio archeologico e quantificare gli interventi necessari. Un finanziamento di un milione e 400mila euro è destinato alla tutela e alla valorizzazione della cinta, ma il timore è che possano verificarsi nuovi cedimenti.

Il degrado e i rischi per la città

Le mura, che raccontano la storia di Gallipoli, si sgretolano a causa dell’azione continua delle onde e degli eventi atmosferici. Tra i segni più evidenti, si notano le ferite sul versante di scirocco, dove le mareggiate hanno scavato i blocchi arenari. La vegetazione, in particolare capperi e altre piante spontanee, si è insinuata tra i blocchi, causando ulteriore degrado. I bastioni, anch’essi interessati, mostrano segni di deterioramento non uniforme, ma sempre più evidenti. Sopra, i locali affacciati sul mare ospitano ombrelloni e tavolini, mentre sotto, la cinta mostra gli effetti del tempo. Durante l’estate, le aree ai piedi delle mura sono frequentate dai bagnanti, aumentando la preoccupazione per possibili crolli.

Interventi di manutenzione e finanziamenti in corso

Negli anni sono stati effettuati interventi di manutenzione tampone su porzioni della cinta, ma l’azione continua delle onde e degli eventi atmosferici non si è fermata. La tutela delle mura diventa una questione che riguarda la conservazione di un simbolo della città e la sicurezza degli spazi circostanti. A giugno, il Ministero delle Infrastrutture ha pubblicato l’interpello per i servizi di valutazione della sicurezza e per la progettazione degli interventi strutturali e di restauro. Intanto, il sindaco Fasano ha avviato un confronto con il soprintendente Zunno per allargare la ricognizione al patrimonio storico cittadino.

«Le lamentele dei residenti trovano il mio pieno appoggio», ha spiegato Fasano, aggiungendo che l’ufficio tecnico sta predisponendo schede tecniche per stabilire i costi e gli interventi da effettuare. Tra gli obiettivi c’è anche quello di acquisire il Rivellino dalla Capitaneria di porto per la salvaguardia del bene. Intanto, la cinta resta esposta alla forza dello Ionio, e sul versante di scirocco, dove i segni dell’erosione sono più evidenti, la preoccupazione è che il tempo continui a giocare contro.

La situazione richiede una risposta immediata, non solo per preservare un patrimonio storico unico, ma anche per garantire la sicurezza di chi frequenta gli spazi ai piedi delle mura. Il finanziamento in corso rappresenta un primo passo, ma la complessità del degrado richiede un intervento strutturale e duraturo. La collaborazione tra sindaco e soprintendente potrebbe aprire la strada a un piano di restauro che tenga conto delle condizioni attuali e delle future sfide climatiche.

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