Niccolò Gentili, regista e attore italiano, ha dichiarato che fare una commedia romantica oggi è quasi un gesto politico. Il film Dov’è la fiesta, scritto da Lisa Nur Sultan e diretto da lui, rappresenta un tentativo di leggerezza in un momento di crisi. Gentili ha sottolineato come la commedia romantica, soprattutto se sofisticata e di genere nuovo, sia un atto di resistenza. Il film, distribuito da Vision, vede come protagonisti Linda Caridi e Francesco Carril, una coppia fragile bloccata nelle proprie solitudini e coinvolta in un furto d’auto.
Un film ispirato a esperienze reali
Tutto ciò che è successo dopo il furto dell’auto è realmente accaduto: il momento in cui siamo andati nel garage e il GPS la indicava lì, i giorni successivi tra problemi, commissariati, ritorni al commissariato, padri invadenti. Gentili ha romanzato alcuni elementi, ma molte cose incredibili sono davvero accadute. L’idea del traffico come metafora della situazione di stallo dei due protagonisti, soprattutto di Leo che si sente bloccato, è un elemento chiave del film.
Il film sembra porre una domanda molto attuale: siamo diventati incapaci di fermarci, anche quando si tratta di una storia d’amore? Quando ci si abitua alla precarietà, è difficile abituarsi alla stabilità. In un mondo in cui hai tutto a disposizione, soffermarsi su qualcosa che abbia valore sembra quasi una perdita. Fermarsi in un punto sembra togliere centomila possibilità. E invece non riesci a cogliere le cose belle e i valori che potrebbero darti.
Un lavoro di squadra e un clima sereno
Gentili ha sottolineato l’importanza di creare un clima sereno sul set. Ha spiegato che non ha senso essere un regista dittatore che urla. Lui cerca di arrivare sul set e di creare un clima sereno. Linda Caridi, per esempio, lo faceva ridere sul set perché diceva che arrivava “come un girasole”, portando allegria e gioia. È questo il clima che vorrebbe instaurare sul posto di lavoro. Per una buona commedia, Gentili non crede che si possa affidare tutto al potere della battuta. La commedia deve partire dai personaggi. Se si creano personaggi forti, ben definiti, con una loro vita, una loro complessità e un carattere ben delineato, allora funzionano. Ogni personaggio, compresa la comparsa, deve avere un motivo per essere lì. Le battute restano importanti, ma il ritmo si costruisce con le prove e il montaggio.
Il cinema italiano e i suoi maestri sono un tema centrale per Gentili. Ha citato nomi come Nuti, Benigni, Pieraccioni, Verdone e, soprattutto, Troisi, che ha occupato un posto speciale nel suo cuore. Ha anche menzionato la sua formazione alla Cineteca di Bologna e la sua collezione di Blu-ray, che conta oltre tremila titoli. L’incontro con Woody Allen, del resto, è una storia da film. Gentili ha raccontato come, con un cortometraggio vinto al festival di Marco Bellocchio, abbia avuto il privilegio di incontrare il maestro.



