Otto Comuni, tra cui Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi, Milano, Monza, Pavia e Varese, hanno inviato una missiva alle istituzioni superiori per chiedere una programmazione pluriennale e strutturale delle politiche sociali. La richiesta nasce da una crescente pressione sui bilanci comunali, dovuta a una domanda sempre maggiore di interventi rivolti alle persone anziane non autosufficienti e alle loro famiglie. I Comuni sottolineano che la situazione rischia di compromettere la tenuta e la qualità del welfare locale, se non si interviene tempestivamente.
Un paradosso tra innovazione e sostenibilità
I Comuni sostengono che, pur essendo chiesti di innovare e utilizzare efficacemente le risorse europee, non si garantisce una strategia stabile per dare continuità ai servizi che hanno dimostrato di funzionare. In particolare, i progetti nati con il Pnrr, come le Stazioni di Posta, i centri servizi e i progetti di co-housing, sono messi a rischio in quanto la loro sostenibilità oltre il 2027 non è ancora garantita. Si determinerebbe così un evidente paradosso, scrivono i firmatari, ai Comuni viene chiesto di innovare, senza però assicurare una strategia stabile per dare continuità ai servizi che rispondono a bisogni sociali reali.
Un sistema in crisi per la gestione dei bisogni
La lettera evidenzia una crescente frammentazione delle fonti di finanziamento e una riduzione progressiva di alcuni fondi destinati al contrasto della povertà. I Comuni segnalano che le risorse non sono solo insufficienti, ma spesso non disponibili in tempo utile, rendendo difficile la programmazione degli interventi. Inoltre, i Comuni sottolineano che i bisogni sociali si stanno ampliando, con un aumento della povertà e una complessità crescente nella gestione. “I Comuni sono il primo luogo nel quale emergono i nuovi bisogni sociali e spesso l’ultimo presidio a cui persone e famiglie possono rivolgersi”, si legge nella missiva.
Le criticità riguardano anche l’accoglienza diffusa, i percorsi di integrazione, gli interventi di accompagnamento all’autonomia delle persone con disabilità e il sostegno alla non autosufficienza. Inoltre, i Comuni segnalano un aumento degli oneri legati ai minori stranieri non accompagnati e ai giovani adulti in prosieguo amministrativo, spesso non adeguatamente compensati da trasferimenti dedicati. Non è più rinviabile un quadro nazionale e regionale che garantisca livelli essenziali, responsabilità chiare e risorse strutturali, affermano i firmatari.
Per tali motivi, i Comuni chiedono l’apertura in tempi rapidi di un tavolo istituziale tra Governo, Regione, Anci, Comuni e Ambiti territoriali, finalizzato a garantire la continuità dei servizi nati con il Pnrr. Si propone la creazione di un fondo strutturale dedicato, nonché la rafforza e la stabilità del Fondo Povertà. Inoltre, si chiede di rivedere il sistema di finanziamento degli interventi rivolti ai minori stranieri non accompagnati, ai giovani in prosieguo amministrativo e all’accoglienza, garantendo una copertura adeguata e proporzionata agli oneri effettivamente sostenuti dai territori. La missiva conclude con un appello per un confronto istituzionale affinché la voce dei territori possa essere rappresentata con maggiore forza nelle sedi nazionali e regionali. I Comuni restano a disposizione per ulteriori approfondimenti e auspicano che il tavolo di confronto possa essere convocato in tempi brevi, così da affrontare per tempo la programmazione successiva al PNRR e la definizione dei prossimi bilanci.



