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mercoledì 30 Settembre 2026

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Cronaca

Risarcimenti impossibili e baby vandali: i sindaci chiedono nuove leggi per tutelare i Comuni

I Comuni non riescono a recuperare i danni causati da baby vandali. I sindaci chiedono nuove leggi per garantire un sistema più efficace.

La situazione dei risarcimenti per i danni causati da baby vandali

Nei Comuni italiani, i danni causati da baby vandali restano spesso senza risarcimento. A Treviso, Ca’ Sugana non ha recuperato un euro dalle famiglie dei sei ragazzi tra i 14 e i 17 anni che poco più di due anni fa hanno devastato la pensilina dei bus in viale Europa. Un caso emblematico di una situazione diffusa: i Comuni non riescono quasi mai a incassare i risarcimenti, a meno che non siano le famiglie a decidere di pagare di propria iniziativa. La strada delle cause civili è complicata, soprattutto se non si riesce a identificare con certezza l’autore del danno.

La legislazione dovrebbe essere dalla parte dei Comuni

La difficoltà si presenta in modo particolare quando si tratta di raid di gruppo o di atti vandalici non attribuibili a un singolo individuo. Anche se le telecamere hanno permesso di individuare alcuni responsabili, come nel caso di un giovane che aveva imbrattato i giochi del parco Hack, il processo per ottenere un risarcimento non è semplice. In alcuni casi, i genitori si assumono la responsabilità e pagano i danni, ma in altri, come a Gaiarine, le famiglie non si impegnano e le cause non vengono portate a termine. «Non è possibile che i vincoli possano spingere a rinunciare», ha sottolineato il sindaco Diego Zanchetta.

Alternative per la giustizia riparativa

Per risolvere questa situazione, i sindaci chiedono nuove leggi che possano tutelare i Comuni e garantire un sistema più efficace per recuperare i danni causati da atti vandalici. «La legislazione dovrebbe essere dalla nostra parte», ha detto Zanchetta. Alcuni Comuni, come Cappella Maggiore, hanno adottato approcci alternativi, come i lavori socialmente utili, per coinvolgere i ragazzi in attività di riparazione e di crescita.

La giustizia riparativa è una soluzione promettente

«La strada migliore è la giustizia riparativa», ha spiegato la sindaca Mariarosa Barazza, presidente dell’associazione dei Comuni della Marca Trevigiana. Questo approccio non solo permette di riparare i danni, ma anche di educare i giovani a responsabilità e impegno. Un esempio concreto è il caso di un giovane che, dopo essere stato individuato dalle telecamere per aver imbrattato i giochi del parco Hack, ha partecipato a un percorso che prevedeva attività come dipingere le panchine. Alla fine, ha donato il suo voucher di 100 euro ai volontari del Centro di sollievo.

Una posizione condivisa anche da Arnaldo Pitton, che ha spiegato come, dopo un incontro con lui, i genitori di un gruppo di ragazzi che avevano devastato gli spogliatoi di Meduna hanno pagato i danni all’associazione sportiva e i ragazzi sono stati coinvolti in attività di raccolta rifiuti durante le Giornate ecologiche. La situazione rimane complessa, ma i Comuni stanno cercando soluzioni innovative per affrontare il problema dei baby vandali. La chiave per un futuro migliore potrebbe essere una legislazione più chiara e un sistema di risarcimento più accessibile, che non penalizzi le famiglie e non abbandoni i Comuni a una situazione di impotenza. Il dibattito è aperto, ma il consenso è chiaro: serve una legge che protegga i territori e incoraggi la responsabilità civile.

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