La Sicilia ha approvato una norma volta a limitare i cambi di partito tra i deputati regionali, con l’introduzione di conseguenze specifiche per chi decide di abbandonare la propria formazione politica durante il mandato. L’approvazione è avvenuta in Commissione Regolamento dell’Assemblea regionale siciliana, dove è stato dato il via libera all’emendamento presentato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi. La norma prevede la decadenza dagli incarichi negli uffici di presidenza dell’Ars e delle commissioni per i parlamentari che cambiano partito, senza incidere sul mandato parlamentare.
Un passo verso l’etica nella politica
La proposta di Ciminnisi si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per il fenomeno dei “voltagabbana”, politici che cambiano partito con frequenza e senza un motivo concreto. La deputata ha sottolineato come questa pratica mina la credibilità della politica e la fiducia degli elettori, che spesso vedono i rappresentanti abbandonare le posizioni iniziali per tornaconti personali. La norma mira a rafforzare il rapporto tra rappresentanti politici e elettori.
La norma non tocca il mandato, ma gli incarichi
La modifica approvata non prevede la decadenza del mandato parlamentare, ma solo la perdita delle cariche istituzionali ricoperte negli uffici di presidenza e nelle commissioni. Questo significa che i deputati continueranno a esercitare il loro ruolo all’Ars, ma perderanno posizioni di rilievo all’interno degli organi interni del Parlamento. L’obiettivo è rendere più coerenti gli equilibri istituzionali con l’appartenenza politica dei deputati, evitando che i cambi di gruppo influenzino in modo eccessivo la composizione degli organismi interni.
La norma, tuttavia, non è ancora operativa. Dopo l’approvazione in Commissione Regolamento, l’emendamento dovrà essere sottoposto al vaglio dell’Aula dell’Ars, che dovrà pronunciarsi sul nuovo meccanismo. Solo dopo il voto favorevole dell’Assemblea regionale la disposizione entrerà nel sistema di regole interne del Parlamento siciliano. Il dibattito sul tema dei cambi di partito è già stato oggetto di discussioni in ambito nazionale e regionale. La proposta di Ciminnisi rappresenta un tentativo di rafforzare il rapporto tra rappresentanti politici e elettori, evitando che i cambi di partito diventino una pratica diffusa e inaccettabile. La deputata ha sottolineato come la norma possa contribuire a una maggiore coerenza e trasparenza nella vita politica regionale, anche se il suo successo dipenderà dal consenso generale nell’Assemblea regionale.
Il tema dei cambi di gruppo politico accompagna da tempo il dibattito politico nazionale e regionale. I passaggi da una formazione all’altra possono incidere sugli equilibri parlamentari, sulla composizione degli organismi interni e sui rapporti numerici tra maggioranza e opposizione. La proposta approvata in Commissione Regolamento punta dunque a introdurre una conseguenza specifica sul piano degli incarichi per chi modifica la propria collocazione politica dopo l’elezione. Per i promotori, la misura avrebbe l’obiettivo di rendere più coerente il sistema di attribuzione delle cariche parlamentari con gli equilibri determinati dall’appartenenza politica dei deputati. La deputata Ciminnisi ha richiamato precedenti già presenti in altre istituzioni italiane, citando le sanzioni introdotte al Senato e la normativa approvata nelle Marche. La norma è parte di un tentativo più ampio per ripristinare l’etica nella politica. La sua applicazione dipenderà dal voto finale dell’Assemblea regionale, che dovrà decidere se adottare definitivamente la modifica del regolamento.



