Due donne sono state arrestate a Isernia per una truffa ai danni di un uomo di 78 anni, convinto di dover consegnare i propri beni a un finto carabiniere. L’episodio, verificatosi il 30 settembre 2026, ha visto le due donne viaggiare a bordo di un’auto che si aggirava per le strade di Agnone, attirando l’attenzione degli investigatori della Squadra Mobile, già in allerta per le numerose segnalazioni di truffe in corso in provincia. Gli agenti hanno avviato un servizio di osservazione e pedinamento, al termine del quale l’auto è stata fermata nei pressi di Isernia.
Truffa aggravata e sequestro di beni
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziano avrebbe ricevuto una telefonata da un complice delle due donne, che si era spacciato per un carabiniere. L’uomo avrebbe riferito che poche ore prima un’auto a lui intestata, di cui indicava anche la targa, era stata utilizzata per una rapina in gioielleria. Con questo pretesto, gli è stato intimato di raccogliere tutti i contanti e gli oggetti di valore presenti in casa, per verificare che non fossero di provenienza illecita. Convinto dalla messinscena, l’anziano avrebbe consegnato i propri beni a una delle due donne, che si è subito allontanata.
Durante la successiva perquisizione, addosso alla passeggera sono stati rinvenuti 1.740 euro in contanti e 190 grammi di monili in oro. I denari e i preziosi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano stati sottratti poco prima all’anziano e sono stati restituiti alle vittime nella stessa giornata. Le due donne, di origini campane, sono state arrestate e deferite all’Autorità giudiziaria per truffa aggravata.
La Polizia ha ricordato che le forze dell’ordine non chiedono mai denaro o oggetti di valore per presunte verifiche.
Un fenomeno in aumento tra gli anziani
La Polizia di Stato ha sottolineato che le truffe agli anziani rappresentano un fenomeno in aumento in tutta Italia, spesso sfruttando la vulnerabilità di chi è più anziano e meno esperto nell’uso delle tecnologie. L’episodio a Isernia è un esempio tipico di come i truffatori possano sfruttare la fiducia e la confusione di una vittima, fingendosi autorità o figure di riferimento. Le responsabilità delle indagate dovranno essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza. L’arresto delle due donne segna un ulteriore passo nella lotta alle truffe in provincia di Isernia, dove le segnalazioni di episodi simili sono in aumento. La Squadra Mobile continua a monitorare le attività sospette e a collaborare con le forze dell’ordine locali per garantire la sicurezza dei cittadini.
Le vittime sono state restituite i propri beni nella stessa giornata.



